Trastevere, il commiato di Mazza: “Nove anni indelebili, ora cerco nuove sfide. Sannipoli? Fiero di lui, merita il professionismo”

Andrea Dirix 7 Giugno 2022 Commenti disabilitati su Trastevere, il commiato di Mazza: “Nove anni indelebili, ora cerco nuove sfide. Sannipoli? Fiero di lui, merita il professionismo”
Trastevere, il commiato di Mazza: “Nove anni indelebili, ora cerco nuove sfide. Sannipoli? Fiero di lui, merita il professionismo”

Mauro Mazza non sarà l’allenatore del Trastevere nella prossima stagione.

Ad annunciare la separazione con il club di via Vitellia è stato lo stesso tecnico attraverso un lungo messaggio social carico di affetto e di riconoscenza nei confronti di una società nella quale ha concluso la sua carriera da difensore centrale di razza per poi intraprendere un percorso lungo e ricco di soddisfazioni in panchina prima nelle giovanili e poi con la prima squadra.

Un post che ha trovato immediata sponda nelle parole altrettanto impattanti sotto il profilo emotivo del Presidente Pier Luigi Betturri che ha sottolineato con il consueto garbo e con indiscutibile precisione il lavoro svolto dall’ex centrale difensivo della Roma nel corso dell’ultimo decennio allo Stadium.

Peraltro, al netto di un pizzico di amarezza per la sconfitta casalinga con la Sambenedettese nella finalissima play-off di dieci giorni fa, il bilancio dell’ultima annata non può che essere positivo.

Nonostante l’addio di numerosi interpreti importanti rispetto alla precedente annata sportiva, i rionali sono riusciti a confermarsi realtà solidissima nel Campionato di Serie D, chiudendo al secondo posto in un girone assai complesso come quello in cui figuravano e centrando così l’ennesima partecipazione ai play-off.

 

Mister, dopo nove stagioni si volta pagina.

Cosa rimane dentro?

“Rimane il ricordo indelebile delle tante persone con cui ho condiviso tantissime gioie e qualche dispiacere.

Nel corso degli anni abbiamo raggiunto in quattro occasioni la finale con la Juniores Nazionale, vincendo tre volte il campionato, ed in due occasioni, da allenatore della prima squadra, siamo riusciti a raggiungere la finale play-off, perdendola purtroppo in entrambi i casi.

Sono una persona che tende a legarsi molto ad un ambiente di lavoro e, se devo essere onesto, non avrei mai preso in considerazione l’ipotesi di lasciare questa società.

Purtroppo, però, a volte le strade nel calcio si dividono e ieri dopo un colloquio con il presidente ed il direttore siamo giunti a questa conclusione.

Voglio specificare che i rapporti sono rimasti ottimi, anche se personalmente un pizzico di amarezza per gli spifferi e per le voci che mi erano arrivati già nell’ultimo mese l’ho provato.

Dopo nove stagioni insieme mi avrebbe fatto piacere maggiore chiarezza…”.

Il secondo posto ed una finale play-off rimangono comunque un ottimo traguardo.

Era il massimo cui poteva aspirare il Trastevere o resta un po’ di rammarico per non essere riusciti a giocarsela fino in fondo con la Recanatese?

“A mio giudizio, non si è sottolineato a dovere lo splendido lavoro dei ragazzi.

Al termine della scorsa stagione, l’addio di numerosi giocatori importanti aveva spinto la stampa specializzata a parlare di ridimensionamento.

Siamo stati inseriti in un girone complicatissimo e ce la siamo giocata con realtà che hanno compiuto investimenti molto importanti, ma nonostante questo e tra lo scetticismo generale il Trastevere ha disputato un campionato straordinario.

Ad inizio anno l’obiettivo era fare bene, ma noi secondo me siamo andati oltre le aspettative e di questo va dato merito alla squadra”.

Qual è stata la gioia più grande a livello personale in questi anni trascorsi in via Vitellia?

“Di momenti felici fortunatamente ne abbiamo vissuti tanti, ma ne voglio citare soprattutto due.

Il primo è legato alle mie figlie, Martina e Viola: a loro il calcio non interessava, ma poi con il tempo sono diventate una presenza fissa alle partite e adesso sono le prime tifose del Trastevere.

Il secondo risale alla scorsa estate, quando il Presidente Betturri mi ha offerto la possibilità di allenare la prima squadra ed ho potuto accettare l’incarico.

Ad essere onesto, già in passato avrebbe voluto che mi sedessi su quella panchina, ma per miei problemi personali non avevo mai potuto dire di sì.

Per me è stata davvero una gioia immensa”.

Di talenti ne hai allenati tanti in queste stagioni.

Ce n’è uno della cui crescita ti sei sentito particolarmente orgoglioso?

“Non ho dubbi, dico Sannipoli.

Daniel è un ragazzo splendido e sono fiero di averlo fatto esordire io in prima squadra nei play-off del 2017.

Ha tutte le carte in regola per arrivare tra i professionisti e farsi strada nelle categorie superiori.

Personalmente glielo auguro di cuore, perché già da tempo meriterebbe una simile opportunità”.

Ora per te si apre una nuova fase.

L’intenzione è quella di restare possibilmente in D oppure saresti disposto a valutare anche proposte dalla categoria inferiore?

“La speranza sarebbe quella di misurarmi in un ambiente simile a quello che ho appena lasciato e che mi consenta di lavorare per più di una stagione, impostando con serenità un progetto di crescita.

A Trastevere siamo partiti dalla Promozione e poi siamo cresciuti anno dopo anno.

L’ideale sarebbe trovare una situazione con obiettivi e caratteristiche simili, anche se non sarà semplice”.