SEVERINI ABBRACCIA L’AMITERNINA: “QUI SI RESPIRA CALCIO, NEL LAZIO UN PO’ MENO…”

SEVERINI ABBRACCIA L’AMITERNINA: “QUI SI RESPIRA CALCIO, NEL LAZIO UN PO’ MENO…”

Pochi giorni dopo Natale Luca Severini ha raggiunto l’accordo con l’Amiternina, formazione militante nel Girone F della Serie D.

L’ex centrocampista di Civitavecchia, Fonte Nuova e Montecelio è dunque tornato in una regione, l’Abruzzo, che conosce assai bene per averci giocato già in due occasioni in passato con le maglie di Val di Sangro e Luco Canistro.

Salutato il Palestrina prima che il club arancioverde decidesse di ritirarsi dal campionato per le note vicende, il regista aveva ricevuto offerte anche dalla Vigor Acquapendente e da un club umbro, ma la possibilità di tornare a confrontarsi con un calcio a lui assai congeniale, anche per motivi ambientali, lo ha immediatamente indirizzato verso il club di Scoppito.

Ieri l’esordio in maglia giallorossa contro gli ascolani del Monticelli (avversari nel giugno scorso del Serpentara BellegraOlevano nella corsa-play off).

E’ finita 0-0 con più di un rimpianto, ma Severini nutre grande fiducia nella squadra nonostante l’attuale ultimo posto in classifica.

“La possibilità di tornare a giocare qui in Abruzzo si è sviluppata poche settimane fa – racconta ai nostri microfoni Severini – Da queste parti mi conoscono bene per averci già giocato in precedenza e così, quando il mio procuratore mi ha presentato la proposta dell’Amiternina non ho avuto esitazione alcuna nell’accettare”.

Nessun dubbio, neppure circa l’attuale condizione di classifica della squadra.

“Questa è una società seria, sana e puntuale nei suoi impegni – conferma il centrocampista – L’assoluta volontà di raggiungere la salvezza è testimoniata anche dal fatto che, oltre a me, abbia rinforzato la squadra con altri cinque innesti di valore, tra i quali un’altra vecchia conoscenza del calcio laziale come Mauro Mucciarelli.

Salvo il rammarico di non aver centrato la vittoria ieri nonostante la meritassimo ampiamente, io sono più che convinto che riusciremo quantomeno a raggiungere i play-out a fine stagione.

Personalmente le imprese difficili non mi spaventano.

Già in passato mi sono trovato a lottare per una salvezza che sembrava impossibile e ce l’ho fatta”.

Stimoli in più, alimentati peraltro anche dalla possibilità di disputare un campionato in cui davvero non mancano avversari di blasone e tradizione.

“Qui una domenica ti trovi di fronte il Campobasso, un’altra la Sambenedettese e quella dopo ancora il Chieti o l’Isernia – ammette Severini – Giocare davanti a cinquemila persona è un qualcosa che ti avvicina di più al calcio propriamente detto.

Rispetto al Lazio c’è una differenza notevole, sia dal punto di vista tecnico che da quello organizzativo.

I ritmi in campo sono decisamente più alti, ma è soprattutto il contesto ad essere diverso”.

Il perchè è presto detto.

“In Abruzzo tutte le squadre vanno in ritiro il giorno prima di una partita, mentre da noi accade raramente – sottolinea il giocatore – In più credo che la presenza di Roma e Lazio rappresenti un freno per le categorie più basse.

In Abruzzo che il Pescara militi in Serie B non sposta nulla, basti vedere quanta gente va a vedere Samb, Chieti o Fano.

Nella nostra regione club che pure giocano in Lega Pro come Lupa Roma e Lupa Castelli Romani riescono a racimolare appena un centinaio di spettatori quando giocano in casa.

Per finire c’è anche la questione-campi.

Nel Lazio vengono omologati terreni di gioco in terra battuta e non strutture come quelle del Palestrina…”.

Il finale è dedicato proprio alla sua ex società di appartenenza.

“Provo grande amarezza per quello che è accaduto a Palestrina, un club che per la sua storia non avrebbe assolutamente meritato questa situazione – chiude il centrocampista – La storia del Palestrina non doveva finire così e mi dispiace molto anche per il direttore, per i miei ex compagni di squadra e per il mister che si sono ritrovati senza squadra per colpe non loro nè della società.

Adesso due come Salfa e Oddi, per i quali sono quasi un figlio, sono costretti a restare in stand-by fino a giugno e questo fa male.

Speriamo di poter tornare a lavorare insieme in futuro”.