SCHIAVON, DA POMEZIA A PAGANI PASSANDO PER TERRACINA

Andrea Dirix 6 novembre 2013 Commenti disabilitati su SCHIAVON, DA POMEZIA A PAGANI PASSANDO PER TERRACINA
SCHIAVON, DA POMEZIA A PAGANI PASSANDO PER TERRACINA

Non si può davvero dire che gli ultimi dodici mesi di Daniele Schiavon siano stati banali.

Centrocampista di talento, classe 1995, aveva cominciato la passata stagione tra le fila della Juniores della Nuova Tor Tre Teste di Di Nunno, finendola tra una festa e l’altra per il ritorno in D a Terracina.

Neppure il tempo di rifiatare un po’ che è arrivata la chiamata di Agenore Maurizi che lo ha voluto con sé alla Paganese in Prima Divisione.

Il tutto condito dalla convocazione per uno stage con l’Under 19 di categoria guidata dall’ex capitano dell’Udinese, Valerio Bertotto.

Non male per un ragazzo che ha da poco raggiunto la maggiore età.

“Avere l’opportunità di respirare l’atmosfera della Lega Pro è una bellissima sensazione per uno che alle spalle ha solo qualche mese di Eccellenza – sorride Schiavon – Qui a Pagani ho trovato una società ben strutturata e con i compagni mi trovo molto bene”.

Siete un gruppo molto giovane, ma con alcune personalità di spicco…

“Sì, c’è Giampà che ha giocato in Serie A.

A dispetto di quello che si possa pensare sugli atleti che hanno avuto percorsi importanti, ho notato che spesso conservano una grande umiltà.

Lui è sempre prodigo di consigli con noi giovani e gli piace scherzare con il gruppo”.

Prima di parlare di questa esperienza, ripercorriamo i tuoi inizi.

“Sono cresciuto nel settore giovanile del Pomezia.

Nei Giovanissimi il mio allenatore è stato Andrea Bussi.

Lui mi ha inquadrato come centrocampista”.

In seguito sei passato all’Urbetevere, se non erro.

“Esatto, quell’anno abbiamo dominato il nostro girone, perdendo in maniera sfortunata la finalissima con il Savio.

Lì ho conosciuto il tecnico che più di tutti mi ha segnato in positivo: Gianluca Lillo”.

Parlami di lui.

“Gli devo tutto.

Per me è stato come un secondo padre, mi ha allenato sia sotto il profilo tecnico che mentale.

E’ una persona speciale e capace di darsi completamente agli altri.

Mi auguro con tutto il cuore di poter essere di nuovo allenato da lui un giorno”.

Successivamente sei passato alla Nuova Tor Tre Teste.

“Altro ambiente fantastico.

Conservo un ricordo meraviglioso di Antonio ed Alessio Di Bisceglia, due persone eccezionali e sempre con il sorriso sulle labbra”.

L’esperienza allo Ielasi è però durata poco.

“A dicembre si è verificata la possibilità di andare a Terracina grazie all’intervento di Massimiliano Bianchi e Silvio Argenio, due persone alle quali tengo molto.

Gente sincera e diretta, come piace a me”.

Che ricordo conservi di quel periodo?

“Non dimenticherò mai quei sei mesi.

Sono ancora in contatto con alcuni tifosi ed ho stretto amicizie profonde con Campobasso, Marzullo, Di Franco e, soprattutto, Marco Neri”.

E con Cucciari che rapporto hai avuto?

“Bellissimo, anche con il mister parlo spesso.

Cucciari ha una grandissima passione per il calcio, starebbe lì a parlarne per ore intere.

Mi ha dato tutto se stesso in quei sei mesi, apprezzando forse il fatto che anch’io sono abituato a fare lo stesso”.

Sai che domenica c’è Lupa Roma-Terracina?

“Certo, andrò a vederla sicuramente, sfruttando il turno di riposo della Paganese in campionato”.

Neri e Cucciari contro Marzullo.

Per chi tiferà Schiavon?

“Difficile sbilanciarsi.

Non posso certo tifare contro il Terracina.

Me la cavo dicendo che andrebbe bene un pareggio”.

Torniamo indietro.

Prima di festeggiare la D con il Terracina ne è arrivata un’altra di soddisfazione.

“La vittoria nel Torneo delle Regioni.

E’ stato stupendo vivere quell’avventura e sento ancora spesso i mister Giannichedda e Spogani, due tecnici preparatissimi e di spessore assoluto.

Prima di Natale faremo una cena con tutto il gruppo, siamo rimasti in ottimi rapporti”.

La Paganese è una possibilità o un rischio per la tua carriera?

“Sicuramente una bella possibilità.

Per ora ho potuto giocare solo una partita in Coppa Italia contro il Barletta.

Mi auguro di riuscire a togliermi lo sfizio di esordire in campionato”.

Ti senti pronto?

“Se devo essere onesto, dico di sì, anche se ho davanti un certo Giampà”.

Se non dovessi avere spazio, preferiresti andare a fare esperienza altrove?

“Ho sempre anteposto l’aspetto tecnico a quello personale.

Desidero migliorarmi sempre di più e mi metterò a disposizione di mister Maurizi fino in fondo.

La chiamata della Paganese è arrivata il 15 luglio, praticamente due settimane dopo la fine dei miei impegni con il Terracina.

Di fatto non sono andato neppure in vacanza, ma non me ne importa nulla.

Io sono fatto così: punto sempre ad ottenere il massimo, non sono un tipo che si accontenta.

Programmi non voglio farne adesso, preferisco pensare al presente.

In futuro vedremo cosa accadrà…”.

Il presente parla di un’altra bella soddisfazione: la convocazione per uno stage con la Rappresentativa Under 19 di Lega Pro.

“Un’esperienza indimenticabile vestire la maglia azzurra.

Quando sono stato chiamato dal direttore perchè era giunta in sede la convocazione per lo stage di Sorrento, ho pensato che si trattasse di uno scherzo, invece era tutto vero…”.

Che impressione ti ha fatto Bertotto?

“E’ molto simpatico ed alla mano.

In lui ho ravvisato le stesse qualità presenti in Cucciari e Giampà.

E’ una persona davvero umile, nonostante abbia fatto calcio ad altissimi livelli.

Credo sia una dote comune alla maggior parte delle persone che ha praticato questo sport”.  

Quando saprai se verrai chiamato nuovamente?

“Non so dirlo con certezza, ma ci spero tanto.

Sabato scorso eravamo 33.

Alla fine, il mister ci ha detto che ci avrebbe fatto sapere.

Spero di poter rivivere quell’esperienza perchè indossare quella maglia rappresenta un sogno per qualsiasi calciatore italiano”.