SCACCHETTI: “A LARIANO STO BENE, MA NON SO SE RIMARRO’ QUI PER SEMPRE…”.

SCACCHETTI: “A LARIANO STO BENE, MA NON SO SE RIMARRO’ QUI PER SEMPRE…”.

Da quattro stagioni è una colonna portante del Lariano.

Di fatto ha vissuto tutte le fasi del club gialloverde, dal primo anno in Eccellenza alla recente fusione con Nemi e Rocca di Papa, passando per quella improduttiva con Velletri.

Gianmarco Scacchetti ne ha fatta di strada, a dispetto dei suoi venticinque anni.

Esploso con furore nella Diana allenata da Aldo Salerno quando ne aveva solo diciotto, finì subito nel mirino del Frosinone, che lo volle fortissimamente in organico.

Da quei giorni tumultuosi parte l’intervista con uno dei gioielli del massimo campionato regionale.

“Andai lì con grandi aspettative a livello personale, ma dovetti fare i conti con un pizzico di sfortuna – commenta con un filo di amarezza Scacchetti – Fui costretto ad operarmi e, quando fui pronto a riprendere l’attività, il club aveva esonerato Cavasin con il quale avevo un bel rapporto e che credeva nelle mie potenzialità.

Di lì in poi, fu tutto più complicato.

Il Frosinone a gennaio mi mandò in comproprietà a Manfredonia, dove comunque mi tolsi lo sfizio di esordire contro il Catanzaro”.

Rimpianti per la mancata consacrazione tra i pro?

“Un pizzico ne rimane, inutile negarlo, ma ad un certo punto ho dovuto scegliere tra la stabilità lavorativa e la speranza di poter fare il calciatore a tempo pieno e con i tempi che corrono ho scelto la prima soluzione, anche se nella vita mai dire mai…”.

Ormai sei un idolo all’Abbafati.

“A Lariano sto bene, ma per il futuro non mi precludo nulla.

Per me è importante il progetto che c’è alla base di ogni discorso e finora non ho avvertito la necessità di cambiare, anche se…”.

Anche se…?

“A maggio ci sono stati dei contatti con il Terracina che avrebbe fatto carte false per avermi e successivamente anche il Colleferro mi ha sondato con un certo interesse.

Alla fine qui a Lariano si è riformato il gruppo storico, quello di due stagioni fa e questo mi ha spinto a restare”.

Rimpianti?

“No, ho scelto di rimanere qui con convinzione, però in futuro mi piacerebbe giocare in una squadra che sia competitiva per vincere qualcosa, qui o altrove.

Non posso assicurare che rimarrò a vita a Lariano.

Vedremo…”.

Torniamo al campo.

Siete reduci da una serie di risultati positivi e domenica arriva il Morolo, una squadra in salute ma umorale e capace di qualsiasi risultato.

“Stiamo bene e siamo fiduciosi.

Domenica ci saranno alcuni scontri diretti in alta classifica ed una vittoria ci permetterebbe di scalare ulteriormente alcune posizioni.

Se avremo sempre la giusta mentalità, quest’anno potremo prenderci delle soddisfazioni”.

In coppa avete eliminato una corazzata come la Lupa Castelli Romani.

Quanto tenete a quella competizione?

“Molto.

Credo sia una bellissima vetrina e proveremo ad andare più lontano possibile.

Con la Lupa pensavamo che sarebbe stata dura passare il turno, ma siamo riusciti a batterli due volte, segno evidente che nel calcio non contano i nomi, ma la voglia ed il gruppo.

Detto questo, però, aggiungo pure che loro si giocheranno il campionato con il Colleferro”.