Real Monterotondo Scalo, l’umiltà di Fabrizio Paris: “Non dimentichiamoci chi siamo. Credo nei giovani e nella società”

Andrea Dirix 18 Novembre 2022 Commenti disabilitati su Real Monterotondo Scalo, l’umiltà di Fabrizio Paris: “Non dimentichiamoci chi siamo. Credo nei giovani e nella società”
Real Monterotondo Scalo, l’umiltà di Fabrizio Paris: “Non dimentichiamoci chi siamo. Credo nei giovani e nella società”

Sono diverse le laziali nel Girone G che stanno attraversando un ottimo periodo.

Una di queste è il Real Monterotondo Scalo di Fabrizio Paris, che ha scambiato con noi due chiacchiere per parlare del momento dei suoi.

Un ruolino di marcia da zona play-off quello dei rossoblù che stanno provando a scalare la classifica.

Il tecnico dei laziali ha però gettato acqua sul fuoco affermando di non doversi lasciare andare a voli pindarici e di rimanere concentrati sulla stagione.

 

 

Mister, bella vittoria a Portici, siete la squadra del momento insieme a Lvpa Frascati e Cassino. Sembrate aver imboccato la via maestra dopo un inizio non semplice e la sconfitta al Pierangeli contro l’Angri.

Cosa vi ha trasmesso a livello di sensazioni il recente periodo?

“Io innanzitutto farei una distinzione tra noi e le squadre di vertice che hai nominato.

La Lvpa Frascati soprattutto è una squadra costruita per stare ai vertici.

Poi anche Tivoli e Vis Artena sono in quel gruppo di laziali che ai nastri di partenza dovevano dar fastidio alla Casertana.

Noi abbiamo l’obiettivo della salvezza.

Conosciamo la nostra realtà: siamo appena al secondo anno di Serie D della nostra storia, essendo una società giovane nata solo nel 2011.

Poi, sostanzialmente, più che imboccato la strada giusta, stiamo proseguendo il lavoro dello scorso anno. Adesso stiamo andando oltre le aspettative e speriamo di continuare così”.

Siete in serie positiva da tre gare e avete battuto anche la Palmese.

Sentite di avere i numeri per disputare un grande campionato?  

“Io dico sempre ai miei ragazzi di ragionare partita per partita senza porci limiti ma anche senza dimenticarci mai da dove siamo partiti.

Perché se poi ti dimentichi delle tue origini e voli troppo alto, la caduta è più fragorosa.

Quindi bisogna andare avanti con umiltà, rispettando tutti”.

Nel prossimo incontro sfiderete un avversario, l’Ilvamaddalena, che ha perso solo una volta negli ultimi quattro incontri riuscendo a fermare anche la Paganese.

In che modo si affronta questo avversario? 

“Sarà una partita molto difficile.

Loro hanno perso una volta sola come il Sorrento.

Sono una squadra ben allenata, difficile da incontrare.

Cercheremo di fare la nostra gara, anche se sappiamo che non sarà facile.

Ci prepareremo al meglio, sperando che la dea bendata ci dia una mano”.

Come giudica il vostro girone?

“Il girone, tolto il Sorrento, è molto competitivo.

Alla griglia dell’alta classifica per me mancano sicuramente Tivoli e Vis Artena, società blasonate che hanno costruito squadre importanti.

Lassù in questo momento mancano soprattutto loro e tra le campane ritengo che la Paganese dovesse avere qualche punto in più.

La grande favorita, secondo me, è la Casertana.

Ma anche il Sorrento è una grande squadra che non sta lì per caso.

Io ho avuto la fortuna di affrontarli alla prima giornata, quando avevano ancora diverse indisponibilità.

Ma da dopo quella partita in poi hanno avuto un ruolino impressionante”.

Anche voi peraltro avete in rosa giocatori importanti.

Tilli, ad esempio, conosce ormai bene la categoria, senza dimenticare uno come Baldassi che è il vostro capocannoniere ed è secondo in classifica marcatori.

Sono dei valori aggiunti per raggiungere degli ottimi traguardi? 

“Abbiamo dei ragazzi molti giovani, Tilli è un duemila.

Noi davanti giochiamo con i classe 2000 e 2001.

La mia squadra è la seconda più giovane del torneo.

Sono dell’opinione che, quando in squadra hai dei giovani in gamba, questi devono giocare.

L’età secondo me conta fino ad un certo punto.

Quando giocavo per vincere la Coppa schieravo sette under.

Non è l’età che fa il calciatore.

L’esperienza sicuramente conta, ma il giovane con l’entusiasmo può fare la differenza”.

Dopo la bella salvezza dello scorso anno, lei è al secondo anno sulla panchina dello Scalo, sintomo di una unità di intenti che prosegue.

Come si trova in questo ambiente? 

L’anno scorso abbiamo fatto qualcosa di straordinario, quello che io definisco un miracolo sportivo.

Sono arrivato a dicembre che avevamo un punto solo e poi a fine stagione abbiamo conquistato la salvezza diretta, quindi abbiamo avuto un cammino impressionante.

Devo veramente ringraziare la società al completo, dal Presidente, passando per il direttore e tutti i componenti perché sono persone che sanno ascoltarti e che sono veramente in gamba.

Mi trovo in una società serissima e che si preoccupa sempre dei suoi giocatori e di ogni aspetto che serve per far funzionare tutto al meglio”.

 

Francesco Mafera