Pomezia, Mezzina vede difficile la ripresa dei campionati: “Non ci sono le condizioni di sicurezza”

redazione 14 Aprile 2020 Commenti disabilitati su Pomezia, Mezzina vede difficile la ripresa dei campionati: “Non ci sono le condizioni di sicurezza”
Pomezia, Mezzina vede difficile la ripresa dei campionati: “Non ci sono le condizioni di sicurezza”

E’ tornato a parlare il Direttore Sportivo del Pomezia Calcio Alessandro Mezzina analizzando il momento difficile che stiamo vivendo, soffermandosi anche su quello che potrebbe essere il futuro del calcio dilettantistico.

La città di Pomezia è uno dei focolai con più casi di contagiati della nostra regione. Solo ieri sono stati ben 10 i nuovi positivi al Covid-19.

Si respira un clima surreale in città, la gente ha paura e ovviamente il calcio in questo momento passa in secondo piano. La popolazione sta rispettando le varie restrizioni adempiendo a quanto ci dicono gli organi competenti, ma la situazione socio-economico-sanitaria è veramente drammatica.

Ci tengo a sottolineare come il nostro Patron Bizzaglia con la sua azienda sta facendo dei grandi sforzi, collaborando giorno e notte con il Comune per la raccolta dei rifiuti sanitari in diversi ospedali e presidi medici della città.

Il Pomezia Calcio è vicina a tutti i propri tesserati. Il mio pensiero va soprattutto a tutti i nostri bambini della scuola calcio e ai ragazzi del settore giovanile che ormai da più di un mese non possono allenarsi tutti insieme e giocare spensierati, divertendosi e facendo sport all’aria aperta.

Al momento è difficile pensare che la stagione calcistica si possa portare a termine. Secondo me non ci sono i presupposti per ripartire, soprattutto a livello sanitario.Inoltre le società dilettantistiche vanno avanti grazie alle sponsorizzazioni e in questo periodo è tutto fermo.

Ho sentito parlare di una possibile ripresa oltre la metà di maggio, ma secondo me non ci sono le condizioni di sicurezza. Quale società dilettantistica può permettersi tre dottori e soprattutto assicurare ai propri tesserati l’incolumità a livello sanitario.

Qualora si dovesse ricominciare, le squadre avranno bisogno di almeno 20-30 giorni di preparazione e questo comporterebbe finire i campionati a giugno-luglio e di conseguenza anche l’inizio della stagione futura dovrebbe subire un pesante ritardo.

Poi bisogna pensare che alla fine di questo campionato mancherebbero ancora 10 giornate con almeno 5 trasferte da affrontare. Dunque altri costi di viaggio per le squadre e noi che siamo inseriti nel girone umbro-toscano dovremmo andare a giocare in toscana, che purtroppo dopo la Lombardia, è una delle regioni più colpite dal virus.

Poi penso a quei presidenti che hanno aziende nel settore turistico come hotel e ristoranti, che stanno subendo un danno economico incredibile e si ritroveranno a scegliere se portare avanti la propria azienda o lasciare il mondo del calcio.

Inoltre in Serie A, dove gli atleti sono sottoposti a continui controlli sanitari, ci sono stati diversi giocatori contagiati, ma nel mondo dei dilettanti chi ci assicura che non ci siano stati casi.

Inoltre secondo me, proprio nel rispetto di tutte quelle persone che hanno perso la vita a causa di questo maledetto virus e tutti gli operatori sanitari che tutti i giorni combattono nelle corsie degli ospedali, sarebbe giusto finire qua i campionati dilettantistici, annullando la stagione.

Noi come Pomezia Calcio stiamo vivendo sulla nostra pelle la drammaticità del momento, ma nonostante tutto stiamo cercando di mantenere tutti gli accordi economici con i nostri giocatori e già abbiamo iniziato a pagare i rimborsi di marzo.

La stragrande maggioranza dei ragazzi che giocano in Serie D, tanti anche con moglie e figli, fanno questo di lavoro e venendogli a mancare questa entrata si ritroverebbero in mezzo ad una strada.. In attesa di decisioni ufficiali una cosa è certa il Pomezia Calcio e il suo Patron non lasceranno soli i propri tesserati.

La mia speranza è quella che si torni presto alla normale quotidianità, ma fino a quel momento dovremo fare ancora dei sacrifici tutti insieme, dimostrando di essere un grande paese che nella tragedia ha saputo reagire e ripartire più forte di prima.

Il calcio in questo periodo viene in secondo piano perchè prima di tutto deve esserci la salute.

Forza non molliamo, rispettiamo le direttive che ci daranno la comunità scentifica e gli organi competenti e sempre forza Pomezia.

Ufficio stampa Pomezia Calcio 1957