Pomezia, il pensiero di Scaricamazza: “Il campionato se lo giocano le attuali prime quattro. Noi? Siamo da 9 in pagella”

Andrea Dirix 11 Gennaio 2022 Commenti disabilitati su Pomezia, il pensiero di Scaricamazza: “Il campionato se lo giocano le attuali prime quattro. Noi? Siamo da 9 in pagella”
Pomezia, il pensiero di Scaricamazza: “Il campionato se lo giocano le attuali prime quattro. Noi? Siamo da 9 in pagella”

Impossibilitato a scendere in campo domenica scorsa a causa dell’indisponibilità del Campus Eur, fermato dalla Asl di competenza a poche ore dalla gara, il Pomezia è stato costretto allo stop forzato al pari delle altre partecipanti al Girone A di Eccellenza.

Oltre al match con la squadra di Cangiano, alla ripresa i rossoblù dovranno recuperare anche quello con il Grifone Gialloverde prima di poter ri-allineare il proprio calendario dalla difficile trasferta in terra ladispolana e riprendere l’appassionante duello con Pfc, Civitavecchia e W3 Maccarese, ossia con quelle squadre che, ad oggi, sembrano più attrezzate per giocarsi il titolo fino alla fine.

La sosta è l’occasione giusta per tracciare un bilancio con il tecnico Stefano Scaricamazza.

 

Mister, fin qui in campionato avete disputato quindici partite e non ne avete persa neppure una

Che voto merita la squadra?

“I ragazzi hanno vinto nove partite, quindi per me meritano proprio un bel nove.

Lo meritano perché hanno sempre dimostrato grande costanza, applicazione e voglia di venire al campo e poi fare grandi cose in partita.

Se poi avessimo centrato due vittorie in più, il voto sarebbe salito a dieci”.

Siete l’unica formazione imbattuta ed avete una difesa quasi imperforabile, però a volte date l’impressione di concretizzare poco rispetto alla mole di gioco creata.

Che spiegazione vi siete dati?

“Siamo passati da un inizio stagione in cui andavamo in rete con grande regolarità ad un periodo recente in cui abbiamo peccato di poca cattiveria negli ultimi sedici metri.

Mi viene in mente la partita con il Fiumicino, dove abbiamo avuto almeno tre o quattro occasioni limpide e non siamo riusciti a buttarla dentro.

Ragionando da allenatore, però, sarei molto più preoccupato se non costruissimo palle-gol.

A quel punto, delle domande me le farei.

I nostri attaccanti comunque sanno cosa devono fare, dovremo soltanto essere più pratici e cinici in determinate occasioni”.

Dal mercato sono arrivati giocatori importanti come Teti e Jammeh ed un talento come Oi.

Come procede il loro inserimento in squadra?

“L’inserimento di Luca è durato 40 secondi, tanto ci ha messo a trovare la sua prima rete con la nostra maglia a Civitavecchia (ride)…

Siamo stati molto felici del suo arrivo, il Presidente Bizzaglia ed il direttore sportivo Mezzina hanno messo a segno un colpo importantissimo.

Avevo già provato a portarlo con me ai tempi del Palestrina, ma non se ne era fatto nulla.

Lo conoscevo poco sotto il profilo umano, ma devo dire che si sta rivelando un ragazzo eccezionale.

Quanto a Tam, l’ho allenato per quatto o cinque anni alla Valle del Tevere e so perfettamente che può garantirci una qualità straordinaria.

Anche Christian Oi possiede qualità significative

È un talento cristallino che sta prendendo confidenza con il gruppo e sono convinto che saprà darci una mano”.

Il girone d’andata sembra aver estromesso dalla lotta alcune squadre.

Secondo te, saranno le attuali prime quattro dell’attuale classifica a giocarsi il titolo?

“Onestamente penso di sì.

A mio avviso, sono quelle che nelle prime 15 partite hanno dato la sensazione di avere qualcosina in più rispetto alle altre.

Poi comunque sarà una battaglia, perché si sa che nel girone di ritorno è tutta un’altra storia”.

Come giudichi la decisione del Comitato Regionale Lazio di sospendere l’attività?

“Se si è fermata anche la Serie D, penso fosse inevitabile che si sospendesse anche l’attività delle categorie inferiori.

Queste due settimane saranno importanti soprattutto per i ragazzi che devono negativizzarsi e per quelli che devono vaccinarsi e credo che sarà importante ripartire dai recuperi prima di procedere con la terza di ritorno.

La mia personale speranza è che, prima o poi, si possa arrivare al punto di catalogare il virus come una sorta di infortunio, evitando di pensare di non giocare se si hanno due o tre positivi in squadra, altrimenti diventa difficile portare a termine il campionato”.