MANOLO LIBERATI 5 MESI DOPO: ‘L’ESONERO? NON ME L’ASPETTAVO. PROGETTO? POCHI LO PORTANO AVANTI’

redazione 27 marzo 2013 Commenti disabilitati su MANOLO LIBERATI 5 MESI DOPO: ‘L’ESONERO? NON ME L’ASPETTAVO. PROGETTO? POCHI LO PORTANO AVANTI’

Intervista all’ex allenatore del Fregene Manolo Liberati che ci parla del suo recente passato e ci spiega il suo pensiero sul calcio moderno e sull’attuale campionato d’Eccellenza girone A

 

a cura di VALERIO D’EPIFANIO

 

Manolo Liberati a fine ottobre viene esonerato dalla panchina del Fregene: a 5 mesi di distanza quali sono i pensieri in merito alla scelta operata dalla società?

 

Visti i risultati penso che la società abbia ponderato bene la scelta perché il cambio ha dato sicuramente ottimi risultati. Loro hanno avuto la possibilità di gestire situazioni importanti con innesti decisivi anche se poi anche durante la mia gestione la squadra i risultati li aveva ottenuti perché stava a 6 punti dalla prima con la miglior difesa del campionato. Mancava un giocatore come Garat, ora è arrivato. Per quanto riguarda l’esonero sicuramente non me l’aspettavo: quando fai due risultati positivi in due gare importanti pensi di avere ancora la fiducia della società.
La squadra ha avuto un cammino molto buono in campionato e si trova ancora in lotta per il vertice: è stato soltanto merito degli innesti del mercato invernale o reputi che Pierluigi Vigna abbia svolto un buon lavoro?

 

Io penso che la squadra aveva bisogno di avere soluzioni in fase offensiva e ora le ha avute. La squadra che gestivo io aveva ed ha delle ottime qualità, per il resto non aggiungo altro.

 

E’ notizia di questi giorni l’allontanamento a poche giornate dalla fine del campionato di Marco Mei, allenatore del Fregene categoria Allievi Elite: come ti senti di commentare una scelta di questo tipo? Hai conosciuto di persona Mei e che giudizio di sei fatto del tecnico e dell’uomo?

 

Ho conosciuto Marco Mei ed è sicuramente un ottimo allenatore. Lavora, sta sul campo e posso giudicare il suo operato: quello che proponeva era molto interessante. Sono rimasto sorpreso della decisione perché poi facendo un discorso globale nel settore giovanile secondo me il risultato conta relativamente. Il sistema però secondo me è sbagliato perché poi alla fine si cerca sempre il risultato. Il lavoro a volte passa in secondo piano e nel settore giovanile questo non dovrebbe succedere.

 

Il Nuova Santa Maria delle Mole ha stupito tutti e ancora guida il raggruppamento A dell’Eccellenza laziale: credi che possa arrivare davvero fino in fondo?

 

Il N.S.M.Delle Mole, se è in testa da tutte queste giornate, deve necessariamente avere valori umani e tecnici altrimenti non avrebbero mantenuto questa continuità. Possono arrivare fino alle fine perché mancano ormai solamente 8 gare e hanno tutte le carte in regola per arrivare. Per quanto riguarda le altre secondo me il Fregene è la più attrezzata per poter dare fastidio fino alla fine e raggiungere la vittoria finale. Come organico l’Albalonga non é seconda a nessuno perché ha anche un allenatore esperto per la categoria come Paolo d’Este, il Rieti invece non mi trasmette molta fiducia mentre il Real Pomezia secondo me è la vera sorpresa perché conosco l’ambiente e le persone che lavorano lì con un budget molto inferiore alle altre stanno facendo un ottimo lavoro. Favoriti comunque sono N.S.Maria delle Mole e Fregene.

 

L’anno prossimo Liberati è pronto a tornare in campo: ci sono già stati dei contatti oppure è ancora presto? Che aspirazioni hai?

Non è presto ma fin qui non ci sono stati dei contatti concreti. La voglia è tanta e sempre con gli stessi principi. Tutti quanti si riempiono la bocca con la parola “progetto” ma in realtà in pochi lo portano avanti. Chiedo solo la possibilità di avere il tempo di esprimere le mie idee perché sono la base del lavoro: lavorare sul campo, far crescere i giovani come successo a Fregene perchè secondo me il Fregene nei giovani ha giocatori importanti anche essendo del ’95. Tra l’altro aggiungo che ci dimentichiamo di un ragazzo poco considerato che secondo me può fare davvero molto bene come Zino. E’ un giocatore che ha grandissimi margini di miglioramento, deve essere sempre stimolato e deve sentire la fiducia di compagni, società ed allenatore. Avere giovani forti in queste categorie è importante. Per chi ha in testa questi obiettivi sono a disposizione.