“LO CONOSCEVO DA 30 ANNI, UNA FIGURA UNICA: CI MANCHERAI NANDO”: IL CALCIO LAZIALE PIANGE NANDO PELLEGRINI

redazione 5 aprile 2013 Commenti disabilitati su “LO CONOSCEVO DA 30 ANNI, UNA FIGURA UNICA: CI MANCHERAI NANDO”: IL CALCIO LAZIALE PIANGE NANDO PELLEGRINI

L’anno scorso festeggiò i suoi 60 anni da dirigente sportivo venendo premiato anche dal Comitato Regionale Lazio nella figura del presidente Melchiorre Zarelli: oggi la triste notizia della scomparsa di Nando Pellegrini all’età di 79 anni

a cura di VALERIO D’EPIFANIO

Verrebbe da dire “se ne vanno sempre i migliori” e mai come in questo caso la frase potrebbe calzare a pennello. Una notizia che sicuramente scuote il mondo del calcio laziale considerando la sua importanza nel panorama regionale.

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Abbiamo sentito il presidente dell’Anziolavinio Franco Rizzaro che lo conosceva ormai da 30 anni e che ha voluto omaggiarlo così: “Io ho un ricordo lunghissimo dal 1982 o dal 1983, abbiamo perso una persona importante, importantissima, una figura di quelle che non se ne trovano. Aveva 18 anni più di me, era un fratello maggiore per me. Non gli sfuggiva nulla, mai avuti dei problemi in segreteria con lui, sapeva fare il suo lavoro, una persona onesta, faceva sempre tutto come doveva. In Federazione lo conoscevano e lo stimavano come d’altronde tutti noi. Negli ultimi tempi stava soffrendo, ci mancherà”.

Parole sentite quelle del patron Rizzaro a cui ci uniamo tutti noi della redazione di ‘SPORT IN ORO’ con il direttore Raffaele Minichino in primis.

Pubblichiamo il pensiero scritto dallo stesso Nando Pellegrini in occasione dei suoi 60 anni da dirigente sportivo:

“Il desiderio di festeggiare è nato in me quando ero ricoverato in ospedale, perché quando si è soli ed in silenzio si pensa a tante cose e ti torna in mente il tuo passato. Ripercorrendo la mia vita, mi dissi: ho raggiunto l’età di 78 anni, che io non sento di avere, ma ho raggiunto anche i 60 anni come segretario e dirigente di società sportive.

Avevo compiuto i 17 anni di età, quando smisi di mettere le scarpe chiodate, perché riscontrai che il calcio giocato non era fatto per me. Fu il presidente del Nettuno, una manna caduta dal cielo, a chiedere a mio padre il permesso di chiamarmi per affidarmi l’incarico di segretario della società. Mio padre dette parere favorevole ed io accettai molto volentieri, anche se non conoscevo le regole le carte federali. Il presidente non mi scoraggiò, standomi vicino e insegnandomi più di quanto lui stesso poteva sapere. Compiuti i 18 anni mi portò a Roma, in via Antonio Musa nelle sede del Comitato Regionale Lazio, in visita all’allora presidente Rodolfo Bevilacqua e al segretario Enrico Baldani. Ci presentammo con la richiesta di censimento che fu benevolmente accolta. Ricordo un particolare di quella visita: i due dirigenti regionali mi fecero gli auguri per una lunga permanenza nel calcio, e si congratularono con me per essere riuscito, così giovane, a ricoprire una carica importante per la società. Mi dettero oposcuoli da leggere e mi dissero che se mi fossi trovato in difficoltà, sarei potuto andare a trovarli a Roma oppure telefonargli.

Dal quel ormai lontano 1952 è iniziata la mia carriera di segretario con l’U.C. Nettuno, che durò fino al 1959. L’anno dopo, ebbi l’occasione di entrare a lavorare l’Omi di Roma, dell’allora presidente Giuseppe Garuti, che mi chiese, contemporaneamente, di affincare l’allenatore Orlando Di Nito nella gestione della squadra Juniores. Ci fu subito un grande feeling, e insieme raggiungemmo importanti traguardi, ed ebbi l’occasione di conoscere altre realtà nazionali quando andammo a giocare le finali nazionali.

Quando Di Nitto lasciò l’Omi, divenni dirigente accompagnatore della prima squadra, con l’allora Seminatore d’Oro Armando Tirillò. In estate l’Omi organizzava il torneo Nistri, che era un grande appuntamento giovanile di allora. La società mi diede l’incarico di mettermi a disposizione dei club professionisti che partecipavano al torneo. Ricordo la Juventus di mister Rabitti, il Milan con mister Tessari, l’Inter,il Torino con Vatta e Sentimenti III; ma ricordo anche le continue domande che facevo ai rispettivi dirigenti al seguito per carpire loro segreti ed esperienza. Ricordo con particolare piacere Egisto Pandolfini.

Nel 1969, i Nistri, proprietari dell’azienda Omi, lasciarono il calcio ed io tornai ad abitare a Nettuno, tornando a fare il segretario nel settore giovanile del S.Maria Goretti. Passai, poi, al Cretarossa Nettuno e poi, per altri tre anni, di nuovo al Nettuno. Nel 1995 venni chiamato dalla società Anziolavinio di Umberto Succi, che mi prospettò l’idea di un futuro di grande sviluppo della società stessa. Dopo due anni, alla famiglia Succi subentrò l’attuale presidente, Franco Rizzaro, uomo di serietà sportiva e di parola, che ha sempre riposto in me la massima fiducia. E’ anche per questo che da 17 anni sono il segretario dell’A.S.D.Anziolavinio.

I ricordi più belli che porto nel cuore sono legati agli inizi della mia carriera da segretario a Nettuno. Poi l’esperienza nell’Omi Roma, con la vittoria del titolo regionale Juniores e i successivi successi nelle finali nazionale all’Amsicora di Cagliari, ma anche la sconfitta per 4-0 a Torino della coppia di attaccante Pulici-Rampanti nello stadio Filadelfia.

Non posso ovviamente dimenticare tutti gli anni trascorsi ad Anzio, con la vittoria della Coppa Italia allo stadio Flaminio di Roma nel gennaio del 1996, battendo il Terracina per 1-0; o, ancora, la vittoria del torneo Beppe Viola, battendo in finale la Spes Montesacro del compianto Franco Cocco nel 1997, e la vittoria del girone del campionato Juniores e quella del titolo regionale di Eccellenza, battendo in finale il Morolo. Ma anche le due promozioni in serie D ed ora i festeggiamenti della dirigenza del club e di quella del Nettuno, per i miei 60 anni da dirigente sportivo.

Nella mia lunga carriera, non posso davvero dimenticare lo splendido rapporto che ho avuto con il Comitato Regionale Lazio del presidente Melchiorre Zarelli, che ho conosciuto quando era segretario, e al quale dico grazie per i suggerimenti ricevuti e i riconoscimenti che ha voluto assegnarmi negli anni. Chiudo ricordando quello che mi hanno insegnato, e cioè che non si smette mai di crescere, ed ora più che mai posso confermarlo con questa mia esperienza di vita che mi ha formato molto più di quanto potessi aspettarmi. Nando Pellegrini”.

lutto

DOMANI ALLE 12,00 PRESSO IL SANTUARIO DI SANTA MARIA GORETTI A NETTUNO CI SARANNO I FUNERALI DI NANDO PELLEGRINI PER TUTTI COLORO CHE VORRANNO RIVOLGERE UN ULTIMO SALUTO ALLO STORICO DIRIGENTE