IL RICORDO DI DANIELE BRUNI SUL CORRIERE DELLO SPORT-STADIO

Andrea Dirix 8 Ottobre 2015 Commenti disabilitati su IL RICORDO DI DANIELE BRUNI SUL CORRIERE DELLO SPORT-STADIO
IL RICORDO DI DANIELE BRUNI SUL CORRIERE DELLO SPORT-STADIO

Riprendiamo e fedelmente pubblichiamo l’articolo uscito stamattina sul Corriere dello Sport-Stadio, a firma del collega Fabio Nori, in ricordo di Daniele Bruni.

 

L’ultima parata, quella decisiva, non ha fatto in tempo a farla.

Daniele Bruni, il portiere del Città di Cerveteri, squadra di Promozione laziale, è morto ieri al Policlinico Gemelli di Roma dopo essere stato investito da un romeno ubriaco.

Lunedì il tragico evento.

Daniele, 28 anni, era in forza alla squadra laziale e, mentre si apprestava ad uscire dalla sua autovettura parcheggiata in prossimità dell’impianto in cui si faceva allenamento, un furgoncino lo ha travolto sulla via Settevene Palo, a Cerveteri.

Dopo una serie di interventi ha lottato in terapia intensiva ma è stato strappato alla vita per le forti lesioni all’addome ed alla testa.

Una tragedia che ha scosso gli ambienti sportivi e non solo.

Naturalmente è stata immediata la solidarietà di tutti gli addetti ai lavori; sui social, in particolare, sono arrivate frasi di cordoglio da ogni parte d’Italia.

La famiglia ha deciso che gli organi saranno espiantati e donati: non è stata invece ancora fissata la data dei funerali.

STORIA

Un ragazzo per bene, Daniele, descritto da tutti come un giocatore fedele alla maglia che indossava.

Domenica scorsa, nella gara di campionato contro la CPC di Civitavecchia, aveva preso tre gol e il giorno successivo, quel maledetto lunedì, si era recato al campo perchè voleva chiedere scusa alla società che tanto lo amava per il suo spirito di sacrificio.

E nella sua mente il pensiero correva alla gara di domenica prossima, quella che non disputerà mai.

Perchè la sua vita è stata interrotta da un destino crudele, troppo brutto.

CARRIERA

Daniele viveva a Ladispoli, era cresciuto nel settore giovanile della sua città.

Per lui c’è stata anche una parentesi nelle giovanili del Perugia, dove voleva realizzare il suo sogno.

Una famiglia, la sua, legata al calcio.

Il papà Gianni è stato per anni talent scout di calciatori importanti che da Ladispoli arrivarono in Serie A come l’ex portiere della Juventus, Marco Storari.

Il pallone nel dna, uno stile di vita, una passione che non lo fermava davanti a nulla.

Ma lunedì quel sogno si è spezzato per colpa di un destino infame.