I TRE SUGGERIMENTI DEL CAVALIER FASCIANI: “VOLETE VINCERE? VI DICO COME…”

Andrea Dirix 17 Novembre 2015 Commenti disabilitati su I TRE SUGGERIMENTI DEL CAVALIER FASCIANI: “VOLETE VINCERE? VI DICO COME…”
I TRE SUGGERIMENTI DEL CAVALIER FASCIANI: “VOLETE VINCERE? VI DICO COME…”

Ormai è un appuntamento tradizionale per noi.

Una volta all’anno saliamo per i tortuosi sentieri di montagna per incontrare il vecchio saggio e sentire la sua opinione circa il nostro amato calcio dilettante.

Ermanno Fasciani, per tutti “Il Cavaliere“, ci attende lì con il solito sorriso enigmatico e pronto alle sue proverbiali spallate al nostro mondo.

Il suo nuovo ruolo da pompiere, o se preferite da ex incendiario, gli piace da pazzi.

“Mi alleo, giro intorno alle cose e poi do consigli, arrivando al risultato di prima in forma più bonaria”, dice lui.

Però qualche stoccatina trova comunque il modo di assestarla.

 

 

Cavaliere, bentrovato.

Da quale argomento vogliamo partire?

“Dai gufi in tribuna”.

Prego?

“Domenica scorsa parlavate dei tecnici senza squadra che la domenica vanno a vedere le squadre più in difficoltà, sperando di essere chiamati.

Queste cose sono sempre accadute ed è umano.

Non è un discorso legato al volere il male di un tuo collega, ma semplicemente alla speranza di tornare a lavorare.

Peraltro, mi pare che la moda stia cambiando.

Adesso si esonerano anche gli allenatori primi in classifica, vedi Colleferro l’anno scorso o UniPomezia la scorsa settimana.

Conviene andare a vedere anche le squadre che vanno bene…”.

L’età l’ha resa una persona più saggia…

“Non per forza un vecchio diventa saggio.

Alcuni restano duri di comprendonio anche in età avanzata.

Nel mio caso, io da incendiario sono diventato pompiere”.

Si spieghi meglio.

“Chi mi conosce bene sa che in passato ho sempre preso di petto le situazioni e non mi sono mai sottratto alle polemiche.

La forza del vero incendiario sta nel dire la verità in maniera brusca.

In trent’anni nessuno ha mai smentito le cose che dicevo.

Oggi purtroppo non è più possibile, perchè se lo fai ti aspettano in tribuna e te le danno.

Prima c’era più rispetto per le opinioni, oggi no.

Anche per questo non mi ci riconosco più in questo calcio”.

Un pompiere come si comporta invece?

“Un pompiere studia la situazione, gira intorno all’ostacolo, si allea e poi arriva al risultato che vuole ottenere in modo più bonario attraverso suggerimenti e consigli.

Questa mia nuova veste mi piace moltissimo”.

Mi pare evidente che la panchina non le manchi neppure un po’.

“A beneficio di chi non lo sapesse, io sono nel calcio da cinquant’anni e ne ho viste davvero di tutti i colori.

La panchina non mi manca affatto, piuttosto non potete immaginare quali gratificazioni si possano ricevere dal percorso di crescita di un bambino.

 

fasciani 2

La Roma sta portando avanti un lavoro eccezionale e che, ne sono sicuro, nei prossimi anni porterà enormi benefici anche alle categorie dilettantistiche.

Non tutti i ragazzi avranno un avvenire tra i professionisti.

Quelli che non diventeranno dei campioni aumenteranno però il livello nel nostro calcio anche grazie alla formazione che stanno ricevendo qui”.

Come è nata la possibilità di collaborare con la Roma?

“Sono stati Luca Bergamini e Marco Ierati a portarmi qui, avendo apprezzato il lavoro che avevo svolto al Futbolclub.

Il mio ruolo?

Me lo chiedono tutti, ma non so dare una vera risposta.

Diciamo che faccio il vecchietto che ride e gioca con i bambini e con gli allenatori scherza e si permette di dare qualche suggerimento in base all’esperienza accumulata negli anni.

 

fasciani 3Io sdrammatizzo.

In fondo che cos’è il calcio se non un gioco?

Lo dice anche l’acronimo della parola F.I.G.C.

La federazione calcistica è l’unica a contemplare la parola gioco ed io mi adeguo…”.

Immagino che il suo lavoro non le sottragga tempo per seguire le categorie che l’hanno vista tra i protagonisti per tanti anni.

Partiamo dalla Serie D.

“Ho visto spesso all’opera Ostiamare e Trastevere e le trovo realtà assai qualificate.

Se fino a qualche anno fa le laziali in Serie D soffrivano e spesso retrocedevano in buon numero, adesso qualcosa è cambiato.

L’avvento di imprenditori come Camilli, Fedeli finchè è stato a Rieti, Cerrai ed altri ha aumentato le ambizioni ed ora le nostre primeggiano”.

A suo giudizio, il livello generale com’è?

“Forse in D c’è maggiore velocità di manovra e fisicità, però non credo esista tutta questa differenza con la categoria inferiore.

Giocatori come Perelli, Laurato o Tartaglione, ad esempio, lo scorso anno giocavano e non giocavano in Eccellenza, mentre quest’anno sono titolari a Civita Castellana.

Spesso si parla impropriamente di giocatori di categoria, io invece penso che esistano giocatori e giocatori.

In realtà conta lo spessore degli uomini.

In altri anni io ho avuto con me gente che il suo lo ha fatto sempre ed a prescindere dal fatto che si giocasse in Prima Categoria, in Promozione ed in Serie D.

Il problema è che al giorno d’oggi alcuni allenatori si fanno spesso “orchestrare” dai giocatori.

Questo dipende dal fatto che questi ultimi guadagnano il doppio dell’allenatore e spesso si muovono in comitiva”.

Dunque comanda la maggioranza?

“Sì, e la colpa naturalmente è degli attuali presidenti, che non scelgono il direttore e l’allenatore che abbiano il compito di formare una squadra, ma gente che si veste come loro, gente abbronzata…

Alcuni tra i presidenti di oggi non hanno alcuna dimestichezza con il calcio, nulla a che vedere con quelli di una volta.

I Di Paolo, i Vilella, gli Spurio e i Casarelli oggi come oggi vincerebbero ogni domenica.

Io questi li ho avuti tutti e spesso ci litigavo.

Qualche volta mi hanno pure esonerato, ma il clima era un altro.

Al giorno d’oggi li mandano via e poi continuano a tenerseli vicino.

Ma che sistema è?

In questo modo i danni si moltiplicano.

Adesso il presidente sceglie tutti: chiama un direttore e quello, su imput dell’allenatore, prende un calciatore a cui se ne abbinano altri quattro o cinque.

Ecco che si formano le varie comitive.

Ormai i giocatori si prendono un tanto al chilo e non per le qualità che possiedono”.

Tra i suoi colleghi impegnati attualmente tra Serie D, Eccellenza e Promozione c’è qualcuno che ammira?

“Vigna mi piace.

Al Flaminia sta facendo benissimo dopo una partenza stentata.

In Eccellenza, pur non conoscendolo personalmente, dico Baiocco.

 

baiocco città di ciampinoPer capacità tecniche, organizzative e umane lo trovo superiore alla media.

Anche quest’anno, come già gli era capitato in passato, è andato nella tana dell’orco e ha detto: “Signori, qui comando io”.

Ed i fatti gli stanno dando ragione”.

In Promozione chi le piace?

“Stimo molto Mazza che a Pomezia aveva rifatto una squadra di sana pianta, ottenendo sei vittorie ed un pareggio prima di essere costretto a dimettersi.

Adesso non vorrei essere nei panni di Mancini che, per arrivare a fare lo stesso percorso del suo predecessore, deve centrare sei successi di fila.

Il pareggio se l’è già giocato, quindi a voi le conclusioni…”.

Mazza però è un tecnico navigato.

Tra i giovani chi le piace?

“Bussone non lo conosco di persona, ma ha fatto sempre bene.

Stesso dicasi di Ferri, che è stato mio giocatore e che, da qualche anno a questa parte, ottiene ottimi risultati nelle categorie inferiori come sta facendo attualmente a Frascati”.

Parlando di Eccellenza, chi vede favorito nel Girone A?

“Questo raggruppamento è molto equilibrato ed è veramente una bella gatta da pelare.

Per me Baiocco ed il suo Cre.Cas. chiuderanno tra le prime due.

Laltro posto sarà appannaggio di una tra Sporting Città di Fiumicino, che per me rimane la vera favorita quanto ad organizzazione societaria e parco-giocatori, Ladispoli e Nuova Monterosi.

Il Ladispoli ha il problema del campo, che resta un handicap, mentre i viterbesi dovranno stabilizzare quelle situazioni tipiche di una società nuova.

Vedremo come reagiranno alle prime difficoltà, vedi la sconfitta di domenica scorsa.

In questo gruppo ci metterei anche la Vigor Acquapendente che però ha il grosso inconveniente delle trasferte d’inverno a Roma e provincia.

Se la società si attrezzerà facendo partire di sabato la squadra, allora potrebbero guadagnare quei cinque, dieci punti buoni per vincere.

Altrimenti sarà dura per loro”.

Tolfa ed Atletico Vescovio stanno facendo molto bene.

“Il Tolfa è una squadra molto simpatica ed il loro rendimento mi fa molto piacere, ma non penso possano essere competitivi per la vittoria finale.

Rimarco che hanno dato spazio a gente come Bentivoglio che pochi anni fa altri davano per finito o ad un portiere come Borriello che io ho avuto da under e so quanto valga.

 

BENTIVOGLIO CERVETERIL’Atletico Vescovio ha invece avuto la bravura di puntare su tanti ex giocatori del Futbolclub che li stanno ripagando a suon di prestazioni.

E’ la dimostrazione che il lavoro che stavamo portando avanti era giusto”.

A proposito del Futbolclub cosa si sente di dire?

“La situazione lì ha assunto una piega negativa a causa dell’incapacità di alcuni dirigenti.

So però che adesso hanno ripreso in mano la situazione i vecchi dirigenti e la società è tornata ad operare in un certo modo.

Sono convinto che, partendo in tempo ed anche grazie alla professionalità di uno come Eros Guglielmo, il prossimo anno faranno un ottimo lavoro”.

In chiusura le chiedo di dare un consiglio al nostro calcio.

“Di consigli o suggerimenti ne do tre.

Il primo è sdrammatizziamo e prendiamoci un po’ tutti meno seriamente.

Il secondo è rivolto ai presidenti: la prima spesa da fare è legata al collaboratore.

Scegliete la persona giusta che stili un programma serio e poi possa scegliere in autonomia.

Se poi questo collaboratore dovesse sbagliare, allontanatelo perchè è giusto che chi sbaglia poi paghi.

Insomma, no agli incantatori di serpenti”.

Ed il terzo?

“Fate giocare i giovani.

L’equilibrio giusto in una squadra è dato da dieci vecchi e quindici giovani.

In questo modo non si generano invidie nè comitive nel gruppo.

Seguite queste regole ed avrete la possibilità di vincere”.