Grifone Gialloverde, la storia di una scuola calcio dedicata ai ragazzi diversamente abili

Andrea Dirix 5 dicembre 2018 0
Grifone Gialloverde, la storia di una scuola calcio dedicata ai ragazzi diversamente abili

L’impegno del club gialloverde nel sociale è evidente dal giorno della sua fondazione, ma negli ultimi anni, grazie alla progettualità condivisa con la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale si è potuto raggiungere importantissimi risultati, dando concretezza alla naturale funzione sociale dello sport.

Integrazione e rispetto.

Inclusione ed educazione.

Responsabilità sociale applicata allo sport.

Valori condivisi dal Grifone Gialloverde e diffusi attraverso il progetto “Un Altro Calcio è Possibile”.

Uno dei punti dell’iniziativa prevede l’avvio di percorsi formativi per disabili e immigrati.

Su questa base il Grifone Gialloverde già dalla stagione sportiva 2017/2018 ha avviato una Scuola Calcio dedicata ai ragazzi diversamente abili con l’obiettivo di favorire la loro integrazione e crescita personale attraverso il gioco del calcio.

Nello specifico, attraverso il lavoro di un’equipe multidisciplinare che ha  coinvolto psicologi, medici, laureati in Scienze Motorie e istruttori Scuola  Calcio, è stato organizzato, un percorso annuale destinato a  circa 30 persone  diversamente abili.

Ad oggi hanno preso parte all’iniziativa oltre 15 ragazzi.

Il progetto fortemente voluto dal Presidente, Generale Romano e dal consiglio direttivo del Grifone Gialloverde, è un percorso pieno di potenzialità.

L’ambiente sano, ricco di valori sportivi e morali che circonda e accompagna questi ragazzi nell’avvicinarsi ad una disciplina come il calcio è fondamentale ed esalta la concezione dello sport.

L’iniziativa è coordinata da Francesco Savarese, supportato da un staff qualificato e da alcuni ragazzi delle giovanili dello stesso club.

Ecco appunto questo il punto focale dove il concetto di integrazione si esalta.

“Un Altro Calcio è Possibile” è un progetto volto a coinvolgere ogni singolo protagonista.

L’integrazione non è rivolta solo al ragazzo diversamente abile ma anche a tutti coloro che operano nel club, impegnandosi quotidianamente nelle attività sportive ed educative.

La storia di Michele Onori, atleta della Juniores, è il simbolo di questo risultato, di questo processo di integrazione: “Secondo me lo sport e nel nostro caso il calcio è uno degli strumenti più efficaci per permettere l’ integrazione e l’inclusione sociale.

Non c’è cosa più bella che vedere ragazzi uniti  per raggiungere un obiettivo comune nel rispetto delle regole e dei compagni.      

Lo sport, a tutte le età, è una valida esperienza per rimuovere ostacoli e suscitare interesse nei ragazzi e deve essere esercitato senza distinzioni o esclusioni. Ora stiamo parlando dell’integrazione dei ragazzi diversamente abili, ma quello che vorrei trasmettere che l’inclusione non è unilaterale.

L’effetto che “provoca” un progetto come questo, i risultati positivi e la crescita personale di ognuno coinvolge ogni componente, come detto prima, staff compreso”.

Un’altra storia proveniente dal Grifone Gialloverde.

Una ulteriore testimonianza che un altro calcio è possibile.

 

(Ufficio Stampa Grifone Gialloverde)

 

 

 

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