GAMBONI: “SE BATTIAMO ALBALONGA E COLLEFERRO, GIURO DI NON LITIGARE PIU’ CON GAGLIARDUCCI”

Andrea Dirix 20 novembre 2013 Commenti disabilitati su GAMBONI: “SE BATTIAMO ALBALONGA E COLLEFERRO, GIURO DI NON LITIGARE PIU’ CON GAGLIARDUCCI”
GAMBONI: “SE BATTIAMO ALBALONGA E COLLEFERRO, GIURO DI NON LITIGARE PIU’ CON GAGLIARDUCCI”

Domenica andrà in scena uno dei match più attesi dell’intera stagione.

Al Pio XII di Albano Laziale, infatti, la capolista Lupa Castelli Romani sarà ospite dell’Albalonga che, dopo la penalizzazione incassata in giornata dal Lariano RDP Nemi, ora occupa il secondo posto in classifica a -4 dalla vetta.

C’è molta attesa per questa partita da parte degli addetti ai lavori e dei semplici appassionati che vogliono capire se ed eventualmente chi può recitare il ruolo dell’anti-Lupa in questo torneo. 

Per approfondire l’atmosfera della vigilia, abbiamo sentito il parere di uno dei giocatori più rappresentativi della Lupa Castelli Romani, l’esterno Tommaso Gamboni.

 

Dopo un avvio faticoso a causa di un problema al legamento collaterale di un ginocchio, hai già realizzato cinque reti.

Sintomo di una condizione in crescendo, tua e di squadra.

“Ora va certamente meglio, anche se posso dare di più.

La squadra sta bene, ma c’è ancora molto da lavorare, soprattutto nella crescita dei giovani.

In questo senso è importante il contributo che possiamo dare noi più esperti”.

In questa categoria questa è la squadra più forte in cui hai militato?

“Lo è, insieme al San Cesareo”.

Hai avuto una grande opportunità anni fa a Viterbo in C.

Cosa non andò per il verso giusto?

“Ero giovane.

Probabilmente se avessi avuto più “testa”, le cose sarebbero andate in un’altra maniera”.

Se avessi la bacchetta magica, cosa cambieresti nel nostro calcio?

“Credo proprio che eliminerei quelle figure che prendono in giro i ragazzi.

Ho visto molti di loro essere trattati come oggetti e gettati via a dicembre”.

Ti riferisci ai procuratori o ai dirigenti?

“In prevalenza ai procuratori, ma anche qualche dirigente non li tratta da esseri umani…”.

Il giocatore più forte con cui tu abbia mai giocato è…?

“Nessun dubbio, Marco Neri.

Uno come lui è sprecato anche in D.

Non capisco perchè sia ancora in quella categoria”.

I tuoi migliori amici nel calcio?

“Ho splendidi rapporti con tantissimi colleghi e con alcuni abbiamo messo su anche una specie di comitiva che spesso si ritrova per stare insieme.

Se devo indicarne uno, dico Emanuele Mancini.

Anzi, facciamo due con Carlo Baylon”.

Di recente ho letto una tua intervista a cura di Guendalina Fortunati, nella quale hai rivelato di essere un grande amante della pesca.

“E’ vero, è una passione nata per caso quando ero piccolo e, quando posso, d’estate mi piace uscire in barca con gli amici.

Di tanto in tanto, “rischiamo” anche di mangiarci qualcosa la sera quando rientriamo…”.

Immagina di fare una pesca miracolosa quest’anno.

Quali pesci vorresti prendere?

“Innanzitutto, voglio vincere questo campionato.

Poi mi auguro che questo gruppo possa proseguire un percorso insieme anche l’anno prossimo, perchè sarebbe un peccato che il tutto si riducesse al classico instant team.

Un’idea che coltiva in primis il presidente”.

Che rapporto hai con Virzi?

“Lui è un vincente e lo ha dimostrato anche lo scorso anno a Genzano, facendosi carico di una situazione difficilissima.

E’ molto competitivo: ogni tanto scende in campo con noi e si mette a giocare con quelli più tecnici del gruppo a chi prende la traversa tirando da fuori.

E si arrabbia moltissimo quando perde”.

Questo mi fa venire in mente qualcosa, anzi qualcuno.

Come vanno le cose con Gagliarducci?

“Bene, grazie (ride).

Io ed il mister abbiamo caratteri simili, quindi può capitare che talvolta andiamo un po’ in attrito.

La cosa però finisce in un istante, perchè così funziona nel calcio.

Però una cosa desidero sottolinearla…”.

Prego.

“Il mister è uno diretto e dice le cose in faccia e senza giri di parole, come piace a me.

In più, sento dire che è uno prestato e questo non è assolutamente vero, perchè bisogna essere bravi a disporre una squadra in campo anche se hai a che fare con giocatori di un certo livello”.

Dimmi la verità: vi mettete paura quando si mette ad urlare?

“Lo scorso anno, sono passato da Farris che non dice una parola a lui che sbraita in continuazione.

All’inizio è stata dura abituarmi, ma ormai ci sono riuscito (ride).

Posso garantirvi però che, nonostante le apparenze, il mister è un buono”.

Domenica andate ad Albano.

Che partita ti aspetti?

“Più o meno la stessa che giochiamo ogni settimana.

Dall’inizio del campionato la gente ci aspetta al varco, perchè pensa che siamo uno squadrone, quelli da battere a tutti i costi.

Loro sono una buona squadra, compatta.

Ho visto alcune immagini nella vostra trasmissione e sicuramente sarà una partita tutta da giocare”.

Ti troverai di fronte Panella, tuo amico ed ex compagno di squadra.

Hai un messaggio da spedirgli prima del match?

“L’ho già punzecchiato attraverso Facebook, ma non posso ripetere alla lettera ciò che gli ho scritto”.

Prova a tradurlo.

“E’ un grande giocatore, ma domenica dovrà…perdere.

Così va bene?”

Te la sei cavata.

Dopo la partita di Albano ospiterete il Colleferro.

In caso di doppio successo, cosa prometti di fare?

“Giuro solennemente di non litigare più con il mister e di non abbandonare il campo, andandomene subito negli spogliatoi”.

Promessa impegnativa.

Non è che poi ci ripensi?

“No no, al mister voglio bene davvero.

C’è rispetto e stima reciproca”.

Gagliarducci farà bene a conservare questa intervista.

“Lo penso anch’io (ride)…”