Fabio Gerli, da Special One a Grande Escluso: “Può essere l’anno di Pomezia. L’Avellino? Le mie favorite sono altre…”

Andrea Dirix 4 settembre 2018 Commenti disabilitati su Fabio Gerli, da Special One a Grande Escluso: “Può essere l’anno di Pomezia. L’Avellino? Le mie favorite sono altre…”
Fabio Gerli, da Special One a Grande Escluso: “Può essere l’anno di Pomezia. L’Avellino? Le mie favorite sono altre…”

Nella fase storica che sta attraversando il calcio laziale si sta verificando con sempre maggiore, e fastidiosa, frequenza un curioso fenomeno, quello del “Se vinci, resti a spasso”.

In buona sostanza, non è insolito purtroppo vedere protagonisti che, in tempi recenti, hanno scritto pagine significative nel grande libro del nostro calcio regionale costretti a rimanere al palo in virtù di logiche che di logico hanno ben poco.

Senza voler tirare in ballo l’ormai annosissima questione legata alla meritocrazia, è comunque lecito porsi degli interrogativi.

Negli ultimi anni, ad esempio, è accaduto più di una volta che tecnici che l’anno prima avevano trionfato in Eccellenza e che non erano stati confermati nella categoria superiore dai club di appartenenza siano rimasti a lungo in attesa di una nuova chiamata.

Se i recenti casi di Catanzani e Castellucci sono parsi piuttosto emblematici, quello di Fabio Gerli ha addirittura un che di misterioso.

Il tecnico ciociaro ha all’attivo un invidiabile palmares e nelle ultime tre stagioni ha condotto il Città di Anagni dalla Prima Categoria alla Serie D.

L’improvvisa separazione estiva dal club biancorosso sembrava dunque preludere ad una sua certa e rapida collocazione altrove, ma così non è stato.

La sua consolidata capacità di portare le sue squadre alla vittoria finale non gli ha permesso di intraprendere nell’immediato una nuova avventura e così non gli rimane che attendere soluzioni in corso d’opera.

Per Gerli l’unica possibilità emersa nel concreto ha avuto le fattezze di quel Real Cassino con cui aveva raggiunto un accordo verbale nella seconda metà del mese di giugno, salvo poi non ratificarlo perchè non sussistevano gli elementi richiesti inizialmente.

Per il resto un assordante ed incomprensibile silenzio è sembrato avvolgere la figura di un allenatore che pure le sue qualità le ha ampiamente dimostrate.

Da questi presupposti e facendo leva sulle sue competenze, abbiamo raggiunto telefonicamente il campione in carica dell’ultimo Girone B di Eccellenza.

Ne è scaturita una chiacchierata piacevole e ricca di spunti interessanti.

 

Fabio, vieni da tre campionati vinti, eppure sei fermo al palo.

Qualcosa non quadra…

“Questa domanda me l’ha posta un sacco di gente, ma francamente non so dare una spiegazione.

Sono situazioni che purtroppo fanno parte del gioco.

Ad onor del vero, non mi era mai accaduto in precedenza di non cominciare fin da subito una stagione.

Che vuoi che ti dica?

Ne approfitterò per conoscere meglio le squadre ed aggiornarmi…”.

gerli città di anagni

In estate sembrava avessi raggiunto un accordo con il Real Cassino.

Cosa ti ha spinto a fare marcia indietro?

“Inizialmente il progetto che mi era stato proposto era ambizioso, poi però i buoni propositi non si sono tradotti in un atto pratico e allora ho preferito ringraziare il presidente del Real Cassino, una persona squisita, e farmi da parte…”.

Hai lasciato un’impronta importante e dei rapporti di grande affetto e stima ad Anagni.

Da esterno che tipo di stagione prevedi per i biancorossi in Serie D?

“Ho avuto modo di vedere la squadra all’opera in un paio di amichevoli e ne ho tratto un’impressione positiva.

I miei amici hanno allestito anche quest’anno una buona formazione, ripartendo da punti fermi come Pralini e Lustrissimi, da certezze come Stancampiano e Gragnoli e puntando su giovani già pronti per questa categoria.

Con tutto l’amore che provo per quei colori dico che, non avendo l’assillo di dover vincere a tutti i costi, anche quest’anno faranno un buon campionato”.

L’inserimento in sovrannumero dell’Avellino nel girone sardo-laziale ha creato scompiglio e più di una polemica tra gli addetti ai lavori.

Sono davvero gli irpini i favoriti del torneo?

“Calma, la cosa è tutta da dimostrare.

Non dimentichiamo che parliamo di una squadra che nel giro di un mese si è ritrovata dal piedistallo della Serie B al dover ripartire da zero.

Ho più di un amico ad Avellino e mi viene riferito che l’organico, al momento in cui parliamo, non è affatto completo.

Indicazioni precise le avremo quando il mercato si concluderà, questo è ovvio, però adesso l’Avellino mi ricorda molto il Latina della passata stagione…

Per me le favorite reali del torneo sono Aprilia Racing Club e lo stesso Latina, senza però trascurare rose come quelle di Albalonga, Cassino e Monterosi”.

bizzaglia pomezia

Passando al Campionato di Eccellenza, la prima giornata del Girone B ha visto partire con il piede sbagliato quel Pomezia che, a giudizio di numerosi addetti ai lavori, anche quest’anno riveste i panni della favorita…

“Ho grande stima nei riguardi di patron Bizzaglia ed anch’io ritengo che il Pomezia sia la squadra più forte presente nel torneo, sia da un punto di vista tecnico che sotto il profilo organizzativo.

Detto questo, ho avuto modo di vedere più di un’amichevole nel corso del mese di agosto e mi sono soffermato anche sulle immagini della prima giornata presenti su internet.

Ho tratto una grandissima impressione dal Sora, che ha una rosa robusta ed è espressione di una piazza che, in caso di risultati positivi, può accendersi e condurti al successo finale.

Da quelle parti, se giochi bene, la tifoseria ti premia…

Tra le mine vaganti, direi poi di prestare attenzione a squadre come l’Arce, l’Insieme Ausonia ed il Lavinio Campoverde.

Nelle ultime stagioni le società ciociare hanno spesso vinto questo torneo, quindi occhio anche alla cabala.

Alla lunga, comunque, penso che sarà il Pomezia a trionfare”.

L’impressione generale è che il Girone A sia più equilibrato e, forse, più qualitativo del B.

“Sono d’accordo, però farei una distinzione: è più tecnico, ma questo non significa che il Girone B sia più semplice da disputare.

Da una parte magari trovi un maggior numero di giocatori di grido, specie tra gli attaccanti, ma dall’altra devi confrontarti con ambienti più caldi”.

Enrico Baiocco Allenatore

Hai una favorita anche per il raggruppamento centrosettentrionale?

“L’UniPomezia  mi piace molto, mi sembra la formazione più compatta, anche se Valle del Tevere, Eretum Monterotondo e Team Nuova Florida sono tutt’altro che delle squadrette, sia chiaro…

Al momento, però, la mia preferenza va all’undici di Baiocco”.

Tornando a tornei che ti hanno visto trionfare di recente, la prima giornata del D di Promozione ha certificato ancora una volta la grande vena realizzativa di un tuo vecchio pupillo, Cardinali…

“Francesco è partito benissimo.

Gli faccio i complimenti per la sua puntualità”.

La sua Anitrella può giocarsi il campionato?

“Assolutamente sì, però la mia personale favorita è il Mistral Città di Gaeta che lo scorso anno ha finito in crescendo e che ha rinforzato una rosa già buona con elementi del calibro di Mariniello, Leccese e Mastroianni.

Alle spalle della squadra di Parisella collocherei Anitrella e Città di Monte San Giovanni Campano e poi Città di Paliano e Terracina.

Questa è la mia personalissima griglia”.

parisella mistral città di gaeta

In attesa della chiamata giusta, quali sono i requisiti fondamentali che dovrebbe possedere un club in grado di strapparti il fatidico sì?

“Rispondere a questa domanda potrebbe dare adito a presunzione da parte mia.

Sono onesto, non ne faccio una questione di categoria, nè sono alla ricerca di un club che miri necessariamente alla vittoria finale.

Vorrei semplicemente misurarmi con un ambiente che sia organizzato e mi consenta di lavorare con professionalità.

Ovviamente più si sale di categoria e più queste attitudini nelle società emergono…”.

E invertendo l’ordine dei fattori ed omettendo per un istante il tuo curriculum, per quale motivo un club dovrebbe puntare su Fabio Gerli?

“In tutta onestà, penso di essere una persona affidabile e che mette sempre anima e corpo in quello che fa.

Mi ritengo un perfezionista ed ovunque sia stato il mio primo obiettivo è sempre stato quello di migliorare me stesso e l’ambiente in cui ho lavorato”.

 

 

 

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