Damiano Boccalini, il Pipita del Fonte Meravigliosa: “Sono cresiuto grazie agli insegnamenti del mister”

Filippomini 12 febbraio 2019 Commenti disabilitati su Damiano Boccalini, il Pipita del Fonte Meravigliosa: “Sono cresiuto grazie agli insegnamenti del mister”

boccalini

A cura di Filippo Minichino

Ventuno gol in 19 presenze, questo il bottino di Damiano Boccalini fino ad ora con la maglia del Fonte Meravigliosa.

Abbiamo incontrato il momentaneo capocannoniere del campionato Juniores élite per ascoltare i suoi pensieri sul momento magico che sta attraversando, passando dal rapporto con la squadra e con il mister per arrivare alla somiglianza con il Pipita Higuain.

Qual è stata la prima squadra in cui hai cominciato a giocare?

Prima squadra il Garbatella, ho cominciato lì e poi sono andato al Tre Fontane. Gli anni del Garbatella sono andato bene, sono cresciuto molto e lì ho fatto i miei primi gol. Ero centrocampista, poi mi hanno messo punta perché segnavo molto.”

C’è un aneddoto su di te, di quando eri molto piccolo. In una partita in cui c’era l’auto arbitraggio eri in area, hai subito un fallo, hai chiamato il calcio di rigore e lo hai voluto battere tu. Già da bambino avevi fame di gol. È la stessa che c’è ancora adesso?

Me lo ricordo, lo avevo rimosso, ma ora che me ne parli me lo ricordo. È vero è successo questo. In quelle partite si parlava di auto arbitraggio allora l’ho preso alla lettera. Comunque sì, c’è stata da subito una voglia di segnare e speriamo continui.”

Tu e tuo fratello avete dimostrato che il gol è un vizio di famiglia. Ti ha insegnato qualcosa? Hai ripreso qualcosa da lui, dato che giocate tutti e due in attacco?

Io ho cominciato come lui, da centrocampista per poi fare la punta. Daniel mi ha insegnato molto, soprattutto quando ero piccolo, ricordo mi dava molti consigli che sono stati fondamentali per me e hanno costituito la base del mio talento.”

Cosa puoi dirci invece sul tuo momento personale? Sul fatto che ad oggi sei capocannoniere del campionato con 21 gol segnati in 19 partite.

Sono molto contento anche perché ero partito come bocciato. In prima squadra infatti, “non mi hanno voluto” perché ero arrivato in sovrappeso, quindi mi sono messo al lavoro, anche con una nutrizionista, per rientrare in forma e mettermi a disposizione del mister. Lui mi ha voluto fortemente, puntava su di me e ho deciso di ripagare la sua fiducia. Con il mio preparatore atletico poi ho una scommessa: inizialmente era segnare 18 gol, ma ora che li ho superati è il record di 27 gol segnati nella Juniores élite.”

Puoi dirci qualche parola anche sulla squadra? I gol li fai tu, ma dietro c’è tutta una manovra dei tuoi compagni che ti aiutano.

Stiamo facendo molto bene. Da parte di chi non conosce la squadra è una sorpresa che noi siamo lì perché siamo subito dopo le favorite. Meritiamo anche una posizione in classifica un po’ più alta a dire il vero, lo dimostrano i risultati, abbiamo pareggiato in casa del Tor di Quinto, abbiamo vinto in casa dell’Urbetevere. Ci sono state partite all’andata, soprattutto in casa, che abbiamo sprecato, ma comunque siamo lì e stiamo facendo bene.”

C’è qualche compagno con cui hai un’intesa particolare? Quello che ti fornisce più assist?

Sì, appena hai nominato assist mi è venuto in mente: Francesco Cacciaglia. È il numero 10 che ogni attaccante vorrebbe avere vicino. Diciamo che pecca nella finalizzazione e per questo lo prendiamo molto in giro, ma compensa il tutto con i molti assist che mi dà. Il 60% dei miei gol lo devo a lui. Non che non ci sia un lavoro generale di squadra dietro, ma chi riesce a mettermi davanti alla porta è soprattutto lui”

In questo periodo hai avuto una maturazione a livello personale e come giocatore straordinaria, a cosa è dovuta?

È merito solo dello staff del Fonte Meravigliosa, soprattutto mister e preparatore che mi seguono da inizio stagione. Loro hanno cominciato a conoscermi da subito e sapevano che non ho un carattere facile, però hanno lavorato molto su di me. C’è ancora un 20% di lavoro da fare perché non posso cambiare da un momento all’altro, ma sto migliorando e questo solo grazie a loro. Nel girone d’andata ho preso 7 ammonizioni per proteste, per un attaccante sono troppe. Dalla dodicesima di andata fino ad adesso, però, ho preso solo un’ammonizione quindi una crescita c’è stata e devo ringraziare loro per questo.”

Dici di essere una testa un po’ calda però lavori, studi, ti alleni. Come riesci a stare dietro a questi ritmi? Quali sono i tuoi obiettivi?

Questo me lo chiedono in tanti. Io lavoro la mattina presto dalle 7 alle 15:30, poi studio e poi vado agli allenamenti che cominciano alle 19 circa. Per ora riesco a fare tutto, anche se ho scelto un’università come giurisprudenza che non è proprio facile. Ovviamente ci sono giorni in cui non riesco a fare qualcosa, ma finché ci riesco continuo con questi ritmi. Il mio sogno nel cassetto sarebbe lavorare nel mondo calcistico. Con giurisprudenza potrei fare il procuratore o comunque rimanere in questo ambito. Mi piacerebbe fare anche l’allenatore o il preparatore atletico, infatti, mi sto già informando per seguire dei corsi per allenare i più piccoli, mi piacerebbe molto.”

Qual è stato il gol segnato in questa stagione che ti è piaciuto di più?

Sicuramente il gol più bello che ho fatto, quello in rovesciata contro il Virtus Nettuno Lido. Perdevamo 3-0 al primo tempo, a fine partita abbiamo vinto 4-3. Ho fatto una tripletta con il gol del pareggio in rovesciata. Quello è stato il gol più bello e quello che mi ha dato più soddisfazione.”

Che rapporto hai con il mister?

Molto bello, è giovane e preparato, ci passiamo pochi anni quindi è normale ci sia un rapporto che va oltre al calcio. Ci sentiamo spesso anche per parlare degli allenamenti, come sono andati; abbiamo un bel rapporto d’altronde lui cura molto il rapporto umano. Quando ho provato il suo modulo all’inizio mi trovavo spaesato, gliel’ho fatto presente e mi ha incoraggiato a riempire le mie lacune. Mi ha spronato a lavorare in questo senso e alla fine ha avuto ragione lui.”

C’è un giocatore professionista in particolare a cui ti ispiri, che ti piace di più e con cui senti di avere uno stile di gioco simile?

Come professionalità mi ispiro a Cristiano Ronaldo. Ci sono alcuni aspetti che vorrei riprendere da lui. Dalla mattina alla sera lavora per migliorarsi, anche a 34 anni. Come mentalità mi ci rispecchio. Molti mi dicono che stilisticamente assomiglio a Gonzalo Higuain. Abbiamo le stesse caratteristiche fisiche, piuttosto statici, proteggiamo palla, ma segniamo. Faccio della mia fisicità la mia arma principale, un po’ come lui.”

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