Audace, la serenità di Pralini: “La solidità difensiva è merito di tutta la squadra. Il derby? Va vissuto con gioia e voglia di divertirsi”

Andrea Dirix 22 Settembre 2022 0
Audace, la serenità di Pralini: “La solidità difensiva è merito di tutta la squadra. Il derby? Va vissuto con gioia e voglia di divertirsi”

Nel terzetto che al momento guarda tutti dall’alto verso il basso nel Girone B di Eccellenza è presente anche l’Audace di patron Giuseppe Spinelli.

Dopo la salvezza della passata stagione, il club di Genazzano è ripartito da un nuovo progetto tecnico, affidando la guida della prima squadra ad un tecnico bravo e preparato come Fabio Gerli ed innervando la rosa con calciatori di grande qualità.

Tra i senatori rimasti dalla passata stagione c’è Alessio Pralini, difensore centrale dalle indiscusse qualità, che ha ritrovato l’allenatore con cui qualche stagione fa festeggiò lo straordinario trionfo del Città di Anagni.

Elemento dal rendimento costante, il calciatore sublacense compone con Emiliano Ilari una delle coppie di centrali meglio assortite del torneo e non è un caso se finora la squadra abbia subito una sola rete, peraltro su calcio di rigore.

Cresciuto nei settori giovanili di Romulea e Vigor Perconti, Pralini si è fatto apprezzare anche con le maglie di Palestrina e Vis Artena e qualche stagione fa ha vissuto un paio di esperienze assai formative lontano dal Lazio in Trentino ed in Veneto.

Alla vigilia della partitissima con il Colleferro, ne abbiamo sondato gli umori.

 

Alessio, l’impatto dell’Audace con la stagione 2022/23 è stato in linea con le aspettative generali.

Gli addetti ai lavori concordano sul fatto che voi possiate essere tra i protagonisti del torneo.

“In sede di preparazione abbiamo lavorato molto bene per farci trovare pronti al via.

Ci siamo concentrati sulla compattezza di squadra e questa nostra caratteristica credo sia emersa fin dalla prima partita con il Città di Anagni, dove abbiamo disputato una gara accorta ed intelligente contro un’ottima avversaria, concedendo poco ai nostri avversari”.

Tre gare giocate, sette punti ed un solo gol subito.

Se è vero che il destino di una squadra passa per la sua solidità difensiva, c’è da essere ottimisti…

“È vero, ma in questi casi i  meriti non devono essere attribuiti  soltanto ai difensori, bensì a tutta la squadra.

Se prendi pochi tiri e subisci pochi gol, è perché tutti si aiutano ed ognuno di noi è disposto a fare quel fatidico metro in più per aiutare un compagno.

Sappiamo di avere tanto da lavorare e dobbiamo migliorare, ma per essere un gruppo profondamente rinnovato quello che sta esprimendo la squadra mi sembra un buon punto di partenza”.

Quest’anno hai riabbracciato Gerli dopo quella meravigliosa esperienza nella Città dei Papi.

Come lo hai ritrovato?

“È cresciuto tanto come allenatore.

Si vede che in questi anni si è aggiornato molto, senza adagiarsi sugli allori di Anagni.

Fin dal primo giorno lo vedo super motivato, carico come non mai e a dir poco maniacale nella cura dei dettagli durante la settimana”.

Soffermandoci sulla linea difensiva, tu ed Ilari sembra quasi che giochiate insieme da anni.

Qual è la maggior qualità del tuo compagno di reparto?

“Con Emiliano si è instaurato immediatamente un bel feeling, c’è alchimia tra noi.

Come si dice in gergo, siamo due “cagnacci”.

Lui è più esplosivo e più rapido di me, una dote che gli è rimasta dai suoi anni da terzino.

Io amo impostare e non disdegno di prendermi qualche rischio nel farlo.

Direi che ci completiamo bene, ma voglio sottolineare anche la presenza di Daniele Scotto di Clemente che è un titolare esattamente come noi, anche se in questo momento sta giocando meno ma avrà certamente il suo spazio.

Se le cose stanno andando bene, lo ribadisco, il merito non è solo di noi difensori e del nostro portiere Matteo Santi, ma di tutta la squadra”.

Pochi anni fa hai deciso di vivere un paio di esperienze fuori dai confini regionali.

In cosa hanno accresciuto il tuo bagaglio personale?

“Come uomo mi hanno fatto crescere tantissimo.

Senza la tua famiglia, sei costretto a fare tutto da solo e ti misuri con una mentalità diversa rispetto a quella cui sei abituato.

Come giocatore ho avuto modo di misurarmi con un calcio diverso dal nostro, molto tecnico e rapido.

Soprattutto a Levico ho avuto modo di apprezzare un modo di rapportarsi con il calcio meno ossessivo ed ansioso e mi è piaciuto molto, perché è più in linea con la mia visione della vita ed il mio modo di fare.

Non nascondo che lì ho lasciato un pezzetto di cuore, peccato non aver potuto vivere questa esperienza un paio di stagioni prima…”.

Domenica arriva il derby con il Colleferro, una partita che mette di fronte due delle potenziali favorite del campionato.

Come ci arrivate ed a quale caratteristica dei vostri avversari dovrete prestare maggiormente attenzione?

“A livello psicofisico direi che ci arriviamo nel momento giusto ed in buona condizione.

Fin qui la squadra ha sempre offerto prestazioni importanti e vogliamo continuare così, fermo restando che saremo soltanto alla quarta giornata e questo derby non deciderà il futuro di nessuna delle due squadre.

Conosciamo bene il valore del Colleferro, specialmente del loro reparto offensivo, e faremo bene a prestare grande attenzione a gente come Valentino e Oduamadi.

Nel corso del match ci saranno momenti in cui saranno più propositivi loro ed altri in cui lo saremo noi, vedremo chi la spunterà.

Comunque vada, spero sia una gara interpretata con serenità e voglia di divertire e divertirsi da parte di entrambe le squadre”.

In molti sottolineano la dimensione umana dell’Audace.

Cosa ti piace di più di questo club?

“Sono qui da una stagione e mezzo e fin dal primo momento ho capito che c’è davvero aria di famiglia in questa società.

Di patron Spinelli posso solo parlar bene: è sempre presente accanto alla squadra e, come dicono in molti, è un vero e proprio vulcano”.