LA CASTRENSE? SI STA PER RINFORZARE. PER EVITARE DI ESSERE PRIMA DA…. COPERTA CORTA

redazione 22 novembre 2012 Commenti disabilitati su LA CASTRENSE? SI STA PER RINFORZARE. PER EVITARE DI ESSERE PRIMA DA…. COPERTA CORTA
LA CASTRENSE? SI STA PER RINFORZARE. PER EVITARE DI ESSERE PRIMA DA…. COPERTA CORTA

La Castrense, a un certo punto, ha cominciato a inseguire il Tor di Quinto e sta distaccando, una a una, tutte le avversarie. Alla dinastia Camilli non piace arrivare seconda, parafrasando un adagio di qualche anno fa: diverse domeniche or sono, il “Presidentino”, Vincenzo Camilli, classe 1980, già giocatore della società che è stata di suo padre, Piero, attuale numero 1 del Grossetto, ha detto, per radio: “A dicembre torneremo sul mercato per completare l’organico”. E in parecchi mi hanno chiesto: “Ma come? E’ primo in classifica, sta mettendo una marcia in più, con il trascorrere di ogni turno di campionato, e vuole rinforzare pure la squadra?”. Sì, perché la Castrense è forte, nell’undici di partenza, ma qualche tessera, qualche accorgimento, qualche alternativa, la dovrà pure impiegare e mettere a disposizione del suo allenatore, di fronte al Generale Inverno. Ecco perché, con l’arrivo di dicembre, ovvero tra due turni di campionato, dopo domenica 25, giungeranno alla popolare corte di Grotte di Castro, almeno un paio di pezzi da novanta, capaci, per esempio, di bypassare il problema delle ammonizioni che si sommano, durante una stagione. Infatti domenica prossima, contro la Sorianese, non ci sarà Federici. Ma sarà un crocevia importante, sia per i cinque punti messi tra la battistrada e il Grifone di Monteverde, sia perché, se ne esce battuta, la squadra cimina subirebbe un gran bel ridimensionamento, visto che non ha l’organico per correre per la primissima posizione, e forse nemmeno per la seconda, anche se la terza, da un paio di stagioni, compresa quella corrente, è buona, per sognare.
A proposito della squadra di Sgherri: già si vocifera che, con lo spazio dei trasferimenti oramai alle porte, andrebbero via Iannottinho e un altro giocatore di peso. Ci risiamo? L’avrà imparata, la lezione, la società dell’incerto Ulisse? Intanto il Grifone domenica parte favorito, nella partita che lo vedrà opposto al Cantalupo, che ha sostituito Tonino Pezzotti con Marco Ergasti per provare a recuperare delle posizioni: eppure la squadra non giocava male ma i punti prodotti, nel cartesiano della sua contabilità, non erano quelli espressi dalle vicende del campo.
La Vigor è terza a un punto dalla seconda piazza, e domenica reca visita al La Storta, strapazzato proprio a Cantalupo (4-1), e la squadra di Acquapendente dispone di 26 lunghezze, cinque in più della Sorianese che sale a Grotte di Castro, e del Riano, che testerà le condizioni dell’Anguillara (19), e anche qui siamo a parlare di una possibile emorragia di un giocatore (o più?) di livello, e anche qui, nonostante gli sforzi del buon Sensolini, direttore sportivo attento, a dubbi nella gestione, e non sarebbe la prima volta. La sconfitta con la Castrense, del resto, non poteva essere l’esame assoluto, vista la potenzialità dell’avversario di turno.
Il campionato aspetta che il Tor di Quinto torni a fare la sua parte, dopo le diverse occasioni sprecate contro il Riano di Damiano Forte, che veniva da cinque vittorie prima dell’1-1 del Vittorio Testa, e che ha l’organico per diventare la mina vagante di questa stagione: i ragazzi di Fabio Di Marco, tuttavia, recano visita al Comunale di Capena, troppo brutto per essere vero, di fronte al Settebagni (2-0). La squadra di via del Baiardo, 19 punti, ha rallentato vistosamente, dopo le prime cinque, sei giornate vissute a pieni giri di motore.
Da seguire Boreale-Valle del Tevere, delicata, per gli ospiti, mentre il Bracciano, dopo l’impresa di Soriano, deve fare ancora punti con il Fiano Romano; delicata anche La Sabina-Settebagni mentre l’Ischia di Castro, reduce dalla clamorosa rimonta (3-3) con la squadra di Poggio Mirteto, ospita il Pianoscarano. Che se non chiama qualche giocatore comincia a vedere lo spettro della Prima Categoria.

Massimiliano Cannalire