Cynthia, parla Capitan Scardola: “La fascia? Il mio orgoglio. Vi spiego perchè questa squadra la temono tutti…”

Andrea Dirix 7 marzo 2018 Commenti disabilitati su Cynthia, parla Capitan Scardola: “La fascia? Il mio orgoglio. Vi spiego perchè questa squadra la temono tutti…”
Cynthia, parla Capitan Scardola: “La fascia? Il mio orgoglio. Vi spiego perchè questa squadra la temono tutti…”

Edoardo Scardola è ormai considerato un genzanese d’adozione.

Alla terza stagione di onorata militanza in maglia biancazzurra, il Capitano è nel cuore di tutti i fedelissimi di uno dei club più nobili e blasonati della nostra regione.

Cynthia 1920: basta il nome.

E’ insomma una questione di sentimento, quella che dall’estate del 2015 ha legato a doppio filo i destini di questo formidabile difensore centrale alla società di via Sicilia.

Scardola , tuttavia, non è solo elemento irrinunciabile nello scacchiere di tutti i tecnici che nel corso di questo triennio si sono succeduti sulla panchina castellana, ma è anche voce ascoltatissima in società ed ovviamente all’interno dello spogliatoio.

Grazie al suo equilibrio abbiamo avuto modo di analizzare la stagione più che positiva dei genzanesi, ricavandone la sensazione di trovarci di fronte ad un ragazzo ben più maturo dei ventisei anni stampati sul suo documento d’identità.

 

Edoardo, i tempi gloriosi della Serie C a Genzano sono lontani, però la maglia della Cynthia ha sempre un peso.

Cosa significa per te esserne il Capitano?

“La mia storia con questa società è abbastanza particolare.

Un brutto infortunio mi aveva costretto ad un anno e mezzo di inattività, ma nonostante questo il club ha avuto fiducia in me.

Con il tempo ci siamo conosciuti ed apprezzati reciprocamente.

Qui ho trovato persone serie, affidabili e con valori antichi.

Gente per cui una stretta di mano vale più di mille pezzi di carta.

Genzano è una città che il calcio lo vive non solo allo stadio, ma anche nei bar e nelle piazze.

Per me indossare la fascia di Capitano di una squadra così amata rappresenta un grande onore ed ogni volta che scendo in campo cerco di dare il massimo per esserne all’altezza”.

edoardo scardola

Il primo anno avete conquistato una salvezza indimenticabile, battendo il Budoni a domicilio nella gara di play-out., mentre la stagione seguente è coincisa con una retrocessione amarissima.

Quanto brucia ancora quell’epilogo?

“Tanto, tantissimo.

L’estate successiva ci sarebbero state le possibilità di essere ripescati, ma la società ha preferito ripartire dall’Eccellenza e ricostruire gradualmente.

Purtroppo l’anno scorso sono stati commessi tanti errori.

In panchina si sono succeduti cinque allenatori e così è difficile costruire un’identità di gioco ed un’unità di gruppo.

In squadra avevamo nomi importanti, è vero, ma nel calcio contano altri valori.

Se non si rema tutti dalla stessa parte, si fa davvero dura…”.

Ad inizio stagione la considerazione nei vostri riguardi era piuttosto bassa, poi però i risultati ottenuti l’hanno fatta lievitare col trascorrere dei mesi…

“Quest’anno la società ha progettato una stagione di transizione.

Basta considerare che da settembre giochiamo con sette under dal primo minuto e questo chiaramente è un fattore che, in alcuni casi, ci ha penalizzato sotto il profilo dell’esperienza”.

staffa cynthia

Restano però anche i dati positivi di una squadra che è ostica da affrontare per tutti.

“All’inizio della stagione si è impostato un ragionamento molto preciso con mister Staffa.

Ci siamo detti: “Va bene, non siamo costruiti per vincere il campionato, però proviamo ad impostare ogni partita come se fosse una finale e vediamo quante ne vinciamo”.

Lo stesso concetto è rimasto valido anche con mister Franceschini, che ha dato alla squadra un’impronta ben precisa e con cui abbiamo avuto una grande crescita.

Il venerdì nello spogliatoio continuiamo a dirci che ci attende la partita della vita e spesso poi la vinciamo…”.

Magari per 1-0…

“Sì, “La Cynthia dell’under 1,5″…

Qualcuno ha cominciato a chiamarci così , ma va bene lo stesso.

I risultati si costruiscono attraverso la solidità difensiva ed i campionati, di solito, li vincono le squadre che subiscono meno reti.

Purtroppo abbiamo buttato via tanti punti per quel pizzico d’inesperienza cui facevo riferimento prima.

Di solito facciamo bene con le grandi e poi sprechiamo con le avversarie più abbordabili.

Penso, ad esempio, alla partita con la Monte Grotte Celoni, ma ce ne sono state anche altre…

Ormai siamo fuori dalla lotta per i primi due posti, ma possiamo dar fastidio.

Dopo tre quarti di campionato le notizie corrono e le nostre qualità si conoscono: per noi è fonte di orgoglio essere considerati una squadra temuta un po’ da tutti”.

franceschini cynthia

Diciassette reti subite rappresentano l’emblema di una straordinaria solidità difensiva…

“E’ un aspetto che consideriamo fondamentale e che ci gratifica.

Dall’inizio dell’anno ho cercato di inculcare nella testa dei miei compagni l’importanza di subire meno reti possibile.

Siamo riusciti a raggiungere questo equilibrio grazie al contributo di tutta la squadra, non solo a quello dei difensori.

Se un attaccante si sacrifica facendo una corsa in più, tutta la squadra ne risente in maniera positiva.

Peccato perchè potevamo anche prenderne di meno, se consideriamo che quattro reti ce le hanno fatte su calcio di rigore e tre le abbiamo incassate nei minuti di recupero.

Proprio per questo motivo, più che vantarmi delle diciassette reti subite, io giro la questione e mi chiedo: “Perchè ne abbiamo subite tante?”.

Chiaro il concetto?”.

Chiarissimo.

Ora comunque il calendario vi offre un’opportunità interessante: quella di determinare in qualche modo la lotta per il vertice e quella per la salvezza.

Vi stimola essere il ruolo di ago della bilancia nel Girone A?

“E’ un ruolo che ci intriga.

Domenica avremo questa sfida con una Vis Artena che vorrà reagire dopo la sconfitta dell’ultimo turno con l’UniPomezia.

Queste sono le partite che vorresti giocare ogni domenica.

Sappiamo che sarà durissima, ma noi siamo pronti ed andremo lì per fare il nostro calcio”.

laghigna virtus nettuno lido

Vi troverete di fronte l’attacco più prolifico del torneo.

I pericoli principali arriveranno dai loro esterni, vedi Monteforte, o dalla ritrovata verve dell’ex Laghigna?

“La squadra di Punzi ha una filosofia molto diversa dalla nostra, basta vedere i risultati roboanti che spesso escono dalle loro partite.

Davanti sono fortissimi ed hanno tante risorse.

Dovremo fare attenzione non soltanto alle loro corsie e ad Erik, ma a tutta la loro fase offensiva che è supportata da giocatori importanti ed in grado di far saltare gli equilibri con una sola giocata.

Bisognerà essere concentrati, restare sul pezzo per tutti i novantasei minuti che si giocheranno.

Per noi sarà forse la gara più complicata della stagione, ma noi proporremo comunque la nostra idea di gioco”.

Con Laghigna siete stati compagni di squadra in passato.

Hai un messaggio da rivolgergli?

“Io ed Erik abbiamo condiviso soltanto una stagione, ma siamo rimasti molto legati e ci sentiamo spesso.

Le sue qualità tecniche e fisiche sono indubbie.

Cosa devo risponderti?

Speriamo che non azzecchi la giornata contro di noi (ride)…”

Il campionato è ancora apertissimo.

Secondo te chi lo vince, alla fine?

“Vis Artena, UniPomezia ed Astrea sono tutte squadre fortissime, anche se molto diverse tra loro per caratteristiche.

Per me ad oggi la favorita è il Ladispoli.

Due settimane fa ce li siamo trovati di fronte ed è finita 0-0, però sono molto tecnici e veloci.

Li abbiamo sofferti”.

cynthia ladispoli

Capitano, a ventisei anni hai ancora parecchio calcio davanti a te.

Nutri ancora l’ambizione di misurarti in quelle categorie che anni fa ti videro protagonista?

“Purtroppo il mio percorso calcistico è stato piuttosto sfortunato.

Penso al pre-contratto firmato con il Parma che poi ha fatto la fine che ha fatto, oppure ai tempi dell’Ischia Isolaverde, quando feci benissimo e la Nocerina ed altre squadre mi fecero una corte spietata.

Penso all’ottima stagione con la Lupa Roma, conclusa purtroppo con un serio infortunio.

E’ ovvio che esista sempre la speranza di tornare a quei livelli che nella mia carriera ho solamente sfiorato, però io considero il calcio uno sport bellissimo a prescindere dalla categoria e cerco di migliorarmi ogni volta che scendo in campo.

Se poi il destino mi imporrà di giocare per tutta la vita in Eccellenza, vorrà dire che questa sarà la mia Serie A”.

 

 

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