Città di Cerveteri, parla Cotroneo: “Ottimo inizio, ma con Aranova ed Ottavia vedremo di che pasta siamo fatti”

Città di Cerveteri, parla Cotroneo: “Ottimo inizio, ma con Aranova ed Ottavia vedremo di che pasta siamo fatti”

A cura di Roberto Matrisciano

La partenza è stata perfetta, due vittorie su due in terra amica, ma ora arriveranno i primi impegni di un certo spessore, come prove del nove utili a misurare la propria forza.

Dopo i rischi dello scorso anno, il Città di Cerveteri è ripartito da una certezza, quella certezza che nella seconda parte della passata stagione subentrò al “Galli” e guidò la squadra alla salvezza, e che risponde al nome di Carlo Cotroneo.

Eccole le parole del navigato tecnico degli etruschi alla vigilia dell’interessante recupero in casa dell’Aranova, non risparmiando qualche frecciatina in generale al sistema del calcio italiano.

 

Partenza sprint, due successi su altrettante gare casalinghe.

Si aspettava un inizio così concreto?

“Sono molto contento di aver fatto bottino pieno nelle prime due gare casalinghe, siamo stati bravi a portarle a casa anche se potevamo chiuderle prima in entrambe le occasioni, ma ci può stare, perché questo è il prezzo da pagare quando si allena un gruppo molto giovane”.

Partire bene per una squadra che punta alla salvezza come la nostra è a dir poco fondamentale, ed ora sotto con i prossimi impegni che saranno molto duri”.

Domani c’è l’Aranova, Domenica invece andrete a far visita all’Ottavia di Porcelli, due formazioni ambiziose e di qualità.

Possiamo considerarle come una sorta di prova del nove per voi, importanti per testare la vostra forza?

“Entrambe hanno la volontà di disputare un grande campionato.

L’Aranova alle spalle ha un progetto serio e duraturo, anche se la perdita di Vincenzo Palluzzi in panchina potrebbe costare qualche punto, anche se poi Bernardini è uno molto preparato ed è lì da tanto tempo.

L’Ottavia è una signora squadra, ancora incompleta, ma sicuramente molto forte.

Per noi rappresentano un importante banco di prova, vedremo di che pasta siamo fatti”.

È forse presto per dirlo, ma se doveste fare risultato in entrambe le gare cambierebbe il vostro obiettivo?

“Noi dobbiamo sbrigarci ad ottenere quei 39-40 punti che ci permetterebbero di mantenere la categoria, il Presidente lo sa che ci sarà da soffrire fino all’ultimo.

Poi se dovessero arrivare subito sei o sette vittorie è chiaro che saremo stimolati anche a guardare oltre alla salvezza, d’altronde l’appetito vien mangiando, no?, ed io non sono uno che si tira indietro davanti alle sfide e in fondo in fondo credo sempre di poterle vincerle tutte”. 

Anche perché dando uno sguardo alla rosa, questa sembra essere composta da buoni elementi.

” Sicuramente ho a disposizione una rosa interessante, con tantissimi giovani, basti pensare che il più anziano ha 25 anni se non erro, e con un buon talento.

Tra i tanti, non faccio troppi nomi altrimenti poi si esaltano troppo, mi viene subito in mente Spano’, cresciuto esponenzialmente rispetto alla passata stagione e che si è messo subito in mostra, trascinandoci in questo avvio.

Abbiamo cercato di trattenere la maggior parte dei giocatori, con l’intenzione di consolidare il gruppo come già fatto dall’Aranova stessa in questi anni, ritenendo questo modo di operare come il vero e proprio fattore aggiunto”. 

Lei, come tutti sanno, ha avuto una carriera da calciatore molto importante, in cui ha collezionato tantissime presenze tra i professionisti.

Questo può aiutare la squadra a dare ancora di più e a fidarsi di lei in maniera totale?

“Ogni allenatore cerca di portare la sua esperienza, il suo vissuto all’interno di un gruppo.

Ognuno ha il suo metodo e modo di fare, poi è chiaro che quando davanti hai una persona con tanta esperienza, magari anche tra i professionisti, tendi a dargli un credito maggiore, penso sia naturale, e questo capitava anche a me da calciatore.

Loro al momento sono bravi ad apprendere quello che io voglio da loro, sono un martello con loro, anche se poi c’è sempre da migliorare”.

Quali sono le favorite del girone A?

Ribadisco Ottavia e Aranova per quanto detto in precedenza, poi naturalmente aggiungo la Vigor Acquapendente, squadra che ha giocato in Eccellenza per tre stagioni di fila e che ha un organico importante per la categoria, e poi come non inserire la favorita d’obbligo a mio avviso, quella Compagnia Portuale che è partita un po a rilento ma che annovera tra le proprie fila giocatori esperti e di qualità, che da anni sono lì a Civitavecchia e che sapranno farsi valere lungo tutta la stagione”.

Dicevamo dei molti giovani ragazzi in rosa.

Da quel che si capisce, anche dalla sua gestione negli anni precedenti, non ha timore a lanciarli nella mischia fin da giovanissimi.

“No, assolutamente.

È giusto farli giocare, ma in queste categorie è ancora più determinante farli giocare senza paura, concedendogli la possibilità di sbagliare, purché tentino la giocata, senza timore ed a testa alta.

Non vendo alcun tipo di pressione qui a Cerveteri, quindi ho la fortuna di poter lavorare molto anche su questi particolari con i ragazzi che ho a disposizione.

E forse proprio il fatto di potercela giocare con tutti a viso aperto e senza assilli a pensarci bene potrebbe essere proprio la nostra arma vincente, sia a livello di squadra ma anche per ogni singolo calciatore, che potrà accelerare la propria crescita tecnica e caratteriale più in fretta, avendo possibilità di esprimersi liberamente.

Lo so che è un argomento affrontato varie volte e che ha radici lontane, ma provo dispiacere quando i nostri ragazzi hanno meno chance di sfondare rispetto ad alcuni stranieri che valgono forse la metà dei nostri.

Ovviamente non ce l’ho con il giocatore straniero in se per se, ci mancherebbe, ma con chi favorisce il loro inserimento a discapito dei nostri ragazzi, ripeto, magari molto più validi di loro.

Una volta il giocatore straniero era il campione, quello che faceva la differenza, negli ultimi anni purtroppo ne vediamo parecchi che non mi capacito di come possano giocare a discapito dei nostri”.

Qualche esempio che l’ha colpita in particolare?

Sono tanti, ad esempio l’altro giorno ero a vedere la Roma Primavera e sono rimasto sorpreso dal numero di stranieri presenti in rosa, anzi a dir la verità mi è dispiaciuto molto.

Funziona così da tanto tempo, ma è una situazione che non accetterò mai quella di vedere i nostri ragazzi troppo penalizzati, e quasi nessuno è in grado o ha la volontà di cambiarla perché ci sono troppi interessi nel portare alcuni giocatori. 

Nel mio piccolo quando ne ho la possibilità, lo scorso anno magari di meno visto che ero subentrato e non avevo il gruppo dall’inizio e dovevamo salvarci a tutti i costi, cerco di far giocare sempre ragazzi molto giovani, perché sono il nostro futuro, ed è giusto che soprattutto in queste categorie abbiano la possibilità di crescere e di giocare sempre.

Purtroppo c’è da dire che oramai il patentino Uefa A è accessibile a tutti.

Quando lo presi io c’erano da fare quattro corsi all’anno, ora basta uno soltanto.

Non sono più richiesti i requisiti di una volta, ma nonostante tutto spero sempre che alcune cose tornino a funzionare come tanti anni fa”.